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V imanda poi intorbidata, e grauida di materia, cauata dalla ſu-detta Vena.
Le Vene di Ferro, e di Rame ſi riducono alla groſsezza divn pugno humano, accioche poſsano riceuer il calore nelbar-roſtirle che ſi fa, e ſi ſerba da ſe quella, ch'è di tal groſsez·2a, e l altra pid ſottile put anco da ſe ſi pone per adattarle nel ·la Roſta, come ſi dird à ſuo luogo, à fine di cacciarne il Zol-o,& il Vitriolo. Quelti ſe bene ſono mezzi minerali„e daeſsi ſicaui vtile, tuttauia eisendo cnoneſsi alla Vena del Rame,rendono difficile il ridurla alla purità metallica, e perciò con-uiene cacciarneſi, all oppoſito di quando ſono ſoſi, nel qualcaſo ſi purificano, per cauarne lu rco&
Quando la Vena da ſcieglierſi ſia di piombo bianco, Sta.gno, Argento, ouero Oto ſi vuole ridurla(maſſime queſtedue vltime) ſottili à ſegno, che col lauarle, ſe ne polsa cauarela terreſtreita. Ma quella, che non è di queſte qualità, e re-ſta minuzzolata nello ſcieglierla col martello,&& accompa-gnata da qualche quantita di ſalso, ſi pone ſotto de piſtelloniin vna Peſtatoia di buon legname, com' è il Rouore, Caſta-gno, ò Noce,& armata di ottime ſpranghe di ferro, col fon-do put ſimile di piaſtre di ferro,& iui ſi fi peſtare ſib a tant o,che ridotta in poluere, ſi poſsa rimeſcolare con VLacqua, laquale paſsando di là in certe caſsette, à c iõ accomodate„vadeponendo la parte più peſante, ch'è il buono,& aſporta lapiù ſeggieraʒ e cos ſegtegando il puro dall impuro, ſerue al-lintentione dell operante, come à ſuo tempo ditò, e dimo-
ſtrerò il Diſegno, doppo del ſeguente. N