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3lore, cos in tiguardo all altre Vene metalliche, e ndono pocoper cento, e però, per non ne laſciar andat punto à male ſi de-ve trattare con molta diligenza, onde ſi deue peſtarle, criuel-larle,& indi macinarle molto ſottilmente, acc ioche le partipid impute nel lauarle ſe ne vadino e teſti ſolo la parte piùpeſante, che ſuol eſser Ia buona.
I modo del peſtate ſarà da me deſcritto doppo il preſen.te Capitolo, eciò à fine di non farlo due volte, reſta pei d conqueſta differenza diuetſificato, che nel modo deſcritto aſ pre-ente, ei ſi fà ſenz⁊a communicatione d' acqua,& il fondo del.la Peſtatoia è ſenza ſponde, ma con la ſola pialtra di ferro, laquale aiuta à poner in pezzi la Vena, che viene gettataui ſopracol badile. Il Criuellare poi ſi fa col pigliat la Vena ſpezza-ta da Piſtelloni(dico la pid minuta) e ſi pone in vna caſetta,il cui fondo è fatto di fila di ferro co nteſsuto, che nõ vi pudpaſsare, che materia molto lottile, e minuta, come l'arena; ela ſteſsa caſſetta rigetta la materia groſsa dal moto,(hella ri-ceue per vn dente, ch'è nel melo,& fuſo, il quale alzando iPiſtelloni della Peſtatoia ſurmoue nello ſteſso tempo col den-te ſudetto vn baſtoncello, à cui è attaccata la detta caſſetta.La materia dunque groſsa ſi ſottopone di nuouo a' Piſtellonifin à tanto, che tutta paſsi per le fila della caſsctta nu. 2. dop-po di che viene polta nella tramoggia num. 7. la quale com-municandola alla macina nu. 3 · che ha vn cerchio alto di le.gno num. 4, accioche non li diſperda la Vena, ma tutto va-da per il canaletto nu. 8 che la conduce nel Tinazzotto nu. 9.di doue poi eſce con acqua nu. 10. che in eſſo cade nu. 11.cadendo nella lauatoia num. 12. che ha vn panno num. 13. ilquale titiene ſolo le miche dell Oro,& dell Argento, laſcian-
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