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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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5 Come ſi arroſtiſe hino le Vene Metalliche.Cap. XII.

E Tempo hoggimai di paſßare ad altra manifattura, e petche doppo iſ peſtare, e lauare le Vene metalliche con-uiene ſegregarle da quella impurità, che ſeco portano dalle vi-ſcere della I erra,& neceſsario, che qui ne deſcriua il modo.Molte ſono le vie tenute per giungere à queſto fine ſecon-do la qualita delle Miniere poche le Vene ptetioſe ſi trattano pid ſoauemente delle communi; parlerò dunque pri.ma di quelle dell Oro, e dell' a gento, come quelle, che deuo-no preualere,& elser propoſte all'altre. Sc ieſta, peſta, e lauata,che ſia la Vena, ſi pone ad arroſtirla,& per meglio dite à cal.cinarla; io vſerò più ſpeſſo della prima, che della ſeconda pa-rola, perchꝰè pid vſitata da mineraliſti, li quali godono piùͥdlelser inteſi co proprij vocaboli, che con le forme Retori.che: ſi arroſtiſce dunque in forni, li quali hanno la forma oua-ta,& hanno il cielo coperto di poca altezzaʒ e ſi timeſcola peſ-ſo con vn ferro vnc inatoʒ perche più ageuolmente ſi calcini lamateria, e ne fugga la parte impura: deue il forno hauere i ſuoireſpiriʒe cosi aneo il laogo doue ſi pone la legna, che, acceſa,riſcalda la Vena con le ſue fiamme, abbrucciata ch ella è(ilche ſi conoſce dal vederla infuocata) ſi caua fuori con vn Ba-die riuolto(come dal Dilegno ſi vede) e ſe ne pone delbaltracontinuando cosi ſino alla ne. 1

Auertaſi però, che la legna ſia ſecca, e che le fineſtre ſottole graticole, che ſoſtengono la detta legna ſiano ample, per-che quanto pid ſaran grandi, tanto maggiotrmente faranno

1 vio-