—.——
—————-„—
7pone poi ſotto della Pe ſtatoia con vgual parte di braſca. mi-nutaglia di carbone,& vnito il tutto ott in amente, e ben peſtoſicriuella, accioche non vi fcſti qualche ſaſluolo, il che ſate b.be non ſolamente di molto danno all'opera, ma guaſtando ilfondo, col creppar, che farebbe, e ſconcertando tutto il rima-nente, cauſarebbe la perditione del Metallo.
Si piglia dunque il ſudetto Stip, ö Terta, e sim paſta convn poco d acqua ſolo quanto, che col ſtringerne nel pugnodella mano, reſti amaſſato, e con que ſto ſi cuopꝛe tuito il fon-do della Manica in modo, che relti pendente alſ'infuori,&alto ſotto il boccame, d luſello, che altii lo chiami cioè di do.ue viene il fiato de mantici, e con vna mazzola di legno, chehabbia del rotondo, ſi peſta ben bene acciò che ſi poſsa vni-re, e ſe ne formi quaſi vn catino, reſtando lufficientementeconcauo.
Nella parte anteriore nel fine della Manica rincontro doueſi colloca ilLuſello, attaccano(come 1. fa in Somoborgo diCroatia alla Miniera di Rame del gia sig Generale Conte diHauſpergh) vna portella di ferro, la quale con ottima creta,che reſiſta al fuoco, ſi arma molto bene. tri poi murata ſo-lamente la parte ſuperiore, che ſtà ſem pte permanente, tura-no quel foro, che non è alto più che vn pal mo, con terra dellaſteſla qualità ſudetta, che chiamaſi(come diſsi) tip. Io lo-do più di molto la portella, che] altra maniera, poiche convn inconueniente, che poſſa ſuccedere vi ſi pud prouedere conmaggior diſinuoltura, minor fatica, e pochiſſimo danno, po.tendoſi di ſubito, ſenza laſciar raffreddare affatto la Manica;continuare il lauoro, In auantaggio hauendoſi ſcarſezza diacqua, per la quale non ſi poſla fare due focolari nello ſteſſo
tenz,