Buch 
Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
Entstehung
Seite
92
JPEG-Download
 

92

Qleſti Fu mi non producono! Oro, come il volgo ignotan ·te crede, mi ſuelgono dalle Vene, che ſono nella Terra quellepicciole particelle, le quali dal continuo corſo dell acque me-ſeolate coll'arena, S aſſotigliano, e fl puliſcono, e perche que

ſto metallo è il pid perfetto d ogn altro, cosi la Natura hauen-·

dolo concotto à baſtanza, loriduce taluolta à tale perfettio-

ne. che non v' è neceſſario, che il ſemplice lauoto à chi ſe ne5 7 P

vuole ſeruire. lo però non ne ho mai veduto, che in piccio-le ſcaglie di quello de Fiumi, clie quanto à quello, che ſi ritro-ua talhora nelle Caue, me ne è peruenuto alle mani pezzi nonpiccioli accompagnati da qualche poco di ſaſſo, e ne vedu-to anche vn poco fatto à guiſa d vn ramuſcello diſtimo infrondi, molto bello.

Ma Oro, che biſogno dell induſtria humana, per ridurſi all' eſſere più perfetto& di diuerſe qualità, come ſonopaltre Vene, le cui conditioni non tipeterò, gia che nel prin-cipio di queſt Opeta ne feci le deſcrittioni neceſsarie. Il mi-glior menltcuo, che poſſa dargliſi è il[ Piombo, d la Vena delPiombo, la quale peſta, e ſeco Vnita ſi gittando nella Ma-nica alteruatiuamente col carbone(doppo però d'hauerlaſcaldata con le forme douute, come accennai,) e vedendoſi ilCatino, ch'è nel fondo della ſteſsa, mezzo ripieno di materialiquefatta, ſi gitta nella medema Manica la Vena dell Oro, an-che lsa alternatiuamente col carbone, e cosi continua per linche il detto fondo della detta Manica ſia ripieno quaſi ſino alLuſello; d boccame; all hora dunque con vn ferro lungo; erotondo à punta, e groſso quanto ſono due dita inſieme, ſi de-

ue sbuccare nello Stip, in modo tale, che la materia, vſcendoper quel foro entri nell altro Catino per di fuori della Mani -

Cad