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Qleſti Fu mi non producono! Oro, come il volgo ignotan ·te crede, mi ſuelgono dalle Vene, che ſono nella Terra quellepicciole particelle, le quali dal continuo corſo dell acque me-ſeolate coll'arena, S aſſotigliano, e fl puliſcono, e perche que
ſto metallo è il pid perfetto d ogn altro, cosi la Natura hauen-·
dolo concotto à baſtanza, loriduce taluolta à tale perfettio-
ne. che non v' è neceſſario, che il ſemplice lauoto à chi ſe ne5 7 P
vuole ſeruire. lo però non ne ho mai veduto, che in piccio-le ſcaglie di quello de Fiumi, clie quanto à quello, che ſi ritro-ua talhora nelle Caue, me ne è peruenuto alle mani pezzi nonpiccioli accompagnati da qualche poco di ſaſſo, e ne hò vedu-to anche vn poco fatto à guiſa d vn ramuſcello diſtimo infrondi, molto bello.
Ma l· Oro, che hà biſogno dell induſtria humana, per ridurſi all' eſſere più perfetto& di diuerſe qualità, come ſonopaltre Vene, le cui conditioni non tipeterò, gia che nel prin-cipio di queſt Opeta ne feci le deſcrittioni neceſsarie. Il mi-glior menltcuo, che poſſa dargliſi è il[ Piombo, d la Vena delPiombo, la quale peſta, e ſeco Vnita ſi và gittando nella Ma-nica alteruatiuamente col carbone(doppo però d'hauerlaſcaldata con le forme douute, come accennai,) e vedendoſi ilCatino, ch'è nel fondo della ſteſsa, mezzo ripieno di materialiquefatta, ſi gitta nella medema Manica la Vena dell Oro, an-che lsa alternatiuamente col carbone, e cosi continua per linche il detto fondo della detta Manica ſia ripieno quaſi ſino alLuſello; d boccame; all hora dunque con vn ferro lungo; erotondo à punta, e groſso quanto ſono due dita inſieme, ſi de-
ue sbuccare nello Stip, in modo tale, che la materia, vſcendoper quel foro entri nell altro Catino per di fuori della Mani -
Cad
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