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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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23ca. ſe la Vena ricercaſse il iombo ſchietto, conuicuePrima ponere nel Catino eſteriore, doppo eſser ottimamentecaldo, e ben toſso, il detto Piombo, laſc iandolo fluire,& al-hora deueſi car icar la Manica di Vena alternatiuamente colcarbone, dalla forza del quale liquefatra anderà calando nelbagno del ſudetto Piombo,& iui ſeco ſi Vuirà, e facilmen-te ſi purificarà dalle ſue feccie, le qual ſouranateranno; e ſe laVena foſse vn poco contumace a fluire, non ſi deue caricare laManica à ſpina ape rta, cic è col buco aperto nel fondo d'eſsaManica, che corriſ ponde al Catino eſteriore, oue farà il Piõbo 3ma ſi dourà laſciar fluire la Vena, e vedutala liquefatta per ilboccame, d Luſello, allhora col ſopranominato Põtonec di ferrosbuccare nello Stipʒ e far sic he la Vena ſcoiri nel Catino eſterio-re: ciò fatto ſi habbia in pronto in capo ad vn legno vn glebodi tetra creta, che ſia ſtata ben battuta; e reſa maneggiabilecon acqua, e ſi ponga nel fondo ſudetto, acciò venga à ſer-rarſi; e perche la detta creta poſsa bene attaccarſi, deueſi riuol.ger il legno intorno, e diſtaccatolo da eſsabagnarlo nell acequa, e con eſso di nuouo ſi deue niſcaldar ja creta con de ſtrez.24. Auertaſi, che la Vena pouera ricerca poco Piom bo, la Ve.na abbondante ne vuole molio per compagnia: Ma ritorno,oue laſciai il diſcorſo, e dico, che ia materia, c he re ſta nel Cati-no ſi congela pid preſto nella parte ſuperiote, che nellinferio.re; congelata dunque la ſuperficie in modo che ſi poſsa ma:neggiare, ſi pone la Forchetta,(che dimoſtrai di ſopra nel Di-ſegno al nu. 9.) ſotto rio della materia, e ſoleuandola à po-co, à poco ſi ſepara dal reſidub e ſi gerta da vna parte, e que-ſta materia ſi chiama Loppaʒe da I] edeſchi vien detta Slogh, eda altri dlaghen nu. 7. queſta o perationeè ſi reitera ſin tanto, che

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