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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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uello che reſta nel Catino ſia buona materia, e ſi eonoſce per

tale dal vederla lucida com& il Metallo, il 856 larã Piomboʒ

queſto ſi caua di cola con vna cocchiata di ferro ben lutata, òjncamiciata di buona creta, e beniſſimo aſciutta,e calda quan-do ſi vogli far queſta operatione: e riuolta, ſi verſa in qualche-Catiuo à parte, che ſia caldo. Se la materia faceſse poca im.purita, ð Loppa, ſi ſchiuma con vn legno, leuando cos la parte feccioſa, che ſempre ſouranuota: ma la parte buona, ch enel Catino, dal quale ſi caua, come diſſi, d nel quale ſi laſciaraffteddare, ſi pone da parte, le ne raduna quella quantita,che ſi vuole, õ che ſi può; indi ſi riduce in perfettione totale;col ponerla al ceneraccio, come ſuſseguentemente dimoſtre-ro nel Cap. XVIII. l

La Vena poi, che& ricca di metallo, ſi fonde con Litargirie,Vena di piombo, e Squamma di ferro, e ridotta in pani, pur-

ati dalle Loppe, doppo d · hauerli arroſtiti con lento calore, eſiquefatti ſul ſocolare con altro biombo e ben ſchiumati, ſipongono a ceneraccio nel quale reſta Oro purgato da ogniimmonditia; e da ogui altro metallo, eccetto dall Argento, ſeve ne folse. E perche l Oroꝭ metallo piũ fino, e pin pondero-o di tutti ſi parangona con gh altri nel leguente modo -

di piglia! Oro battuto ſottilo, e ſi palsa per trafla, e per lo

ſcelso buco della trafila ſi paſsano anche gl'altri metalli; In tal

forma dunque ridotti ſi piglia à proprio piacete va lunghez-zadeterminata di quell Oro il quale peſarà, per elempio, cen.to catati; toltone vn ſimil filo d Argento della ſteſsa gtoſdez ·Zza, e lunghezza, peſaudolo riuſcità ſolo cinquanta carati; loſtelsb peſo ſarà quello del piombo, maà quello del Rame lara

ſolamente 4 l. carato: I Acciaro poi riuſcirà carati 3 7e mel

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