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Volendo poi principiare loperat ĩone, ſi deue riempire ilCeneraccio di carbone, nel cui me220 ſi pone del fuoco acc iòPolsa accendete commodamente il Carbone à fine, che ſcal-di, e ticuoca il Cenetacc io, il quale quando non foſſe aſc iuttoottimamente tenderebbe vana la fat ica, e mandarebbe la ma-teria à male. Cotto dunque, che ſia il Ceneracc io(il che ſi co.noſce dal vederlo infuocato) ſi Pone vn poco di fuoco nella.Torretta, e ſopra d elso de peꝛzi di legna dolce, che ſia ben ſec.ca, e di lunghezza, che poſsa eſser capita dal vacuo d elsa Tor-re, e di groſſezza d vn polſo in circa, il che poi ſi continua get.tandoa pezzo per pezzo per il buco, che in eſsa fü laſciato dilo prauia, Io ſpatio di due hore in circa, à ſin che la fiammaSitando per tutto, riſcaldi il fonde,& il fondo ancora ſopra delquale allhora ſi pongono delle lege ſecche, e cos lunghe, chetocchino dall'vno ſin all altro capo, pur anco cosi ſpelse, chetra loro ſi tocchino: ſopta di eſse poi ſi pone tanto Piombo,che ſia conueniente, per raffinar quella rgento,& pure Oro,
che ſi deſidera ridutte à perfettione, il quale, per eſem pio, ſe ſa-
rd cinquanta libre conuiene poner prima cento, e einquanta
libre di piombo ſopra la legna, come accennaie poſcia Oro,
ouer Argento, accioche riſcaldatoſi bene ſopra la legna, cada
poi nel Piombo, che dourd hauer princ ipiato à circolare pri-
ma di ciò fare nel Ceneraccio: allhora fi rimuouono li car.
boni, legna, e cenere con vn ferto vncinato con deſtrezza, cer
cando di non toccare i bagno, cio li metall liquefatti, li quali
deuono ſem pre eſser chiari, il che ſi conſeguiſce col mantenet
ſempre il fuoco in modo tale che non cre ſca, ne diminuiſca,ma ſia ſempre eguale, perche raffteddandoſi ci vorebbe tro.
po di fatica, per rimettere Voperatione nello ſtato di prima,
contri.