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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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canto al muro, vicino al catino, doue alcuni adattano vna la-ſtra di ferro groſſa mezz oncia, che per lo lungo habbia diuer-ſi buchi vno ſottopoſto all' altro à fine di dare la lattaruola 4ſuo tempo(come chiamano li Maeſtri.) Si poi intonican-do di ottima creta il tutto accioche per le fiſſure non vadi àmale la materia; ſi aecomoda pur anco il Luſello, ehe guardià linea dritta nel mezzo del catino, e che ſouraſti al medemopiù di ſei oncie,& eſca finalmente fuori del muro per la groſ-ſezza di quattro deta in cirea, il qual ſi deue intonicare di ere:ta reſiſtente al fuoco, ciò fatto, ſi piglia della braſca di carbo-ne, cioè minutaglia di carbone, che ad altro vffieio non vale,e ſi pone nel detto catino à focolai e, e ſi sbruffa bene d acqua,poſcia con vn buon maglio di legno peſante ſi peſta ottima-mente in modo tale, che teſti attaccato in forma di catino al-la groſſezza di circa mezzo palmo, cosi accomodato, ch eiſia, ſi ricopte di carbone, e gli ſi fuoco acciò diuenga aſciut-to: conſumato il carbone ſe gli ne aggiunge di nuouo, e ſourad'eſso ſi pone de i pexzi di Vena rdotta jn buona materia,che(come di ſopra deſcriſsi) fu poſta da parte, aggiungen-doci altro carbone, e ſopta d'eſso altta materia, continuandocosi hoperatione ſin à quel termine, che ſi ſupponc eſser ſuffi-ciente la quantità da tiempir il catino, doue il buono ſi con-glutina, e la materia cattiua ſi liquefà, il che olseruandoſi dalMaeſtro, ei piglia vn ferrto non molto groſso,& apre(per vnode i buchi, che ſono nella laſtra di ferro) il fondo del catino,cioè appreſso la ſuperficie, che conſtrutta di carboniglia,

e per elsa apertura eſce la patte non buona liquefatta, come ſe

lolse acqua, e queſtaè Loppafe ſchiuma, che non 1 coſa

e maligna. Le parti laterali del focolaio ſi ſerrano eccettò à

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