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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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Del modo del fuoco.Cap. V.

. N 7 vell'Attefice, il quale ſuole hauer maggior* cognitione del fuoco per ſeruitſene con ladouuta proportione, quello(dico) opere. meglio d ogni altro ſenza dubbio alcuno;onde non mi pare ſconueneuole di ponerqui alcuni auertimenti circa queſt' affare, co quali facilmen-te ſi può apprendete vna baſteuole cognitione per Copella.re. Conuſene dunque per ben operare far che li car boni nonſiano ammalsati, ma rari, accioche il fuoco ſia vigoroſo, epoſſa ben riſcaldare la Tegola, la quale è quella(come diſsĩdi ſopra) che ſotto di ſe contiene le Copelle; queſta nondeu eſsere ne troppo alta, ne troppo baſsa; la ſouerchia al.tezza tiia in lungo loperatione, hauendo nece ſsità di ſou-rabbondanza di fuoco; la troppo baſsa poi ſoffoca il calo-re, che non può circolare.

Per operar dunque con ſicurezza, è di neceſsità hauer co-gnit ione di moſte coſe, con le quali s aumenta,& diminuiſceil calore, e queſto è tuttoil magiſterio di queſta operatione,che è il ſaper regolare à proportione del biſoguo il fuoco: eperò è da ſaperſi, che chiuudendo la parte ſuperiore tutta conle pietre cotte, il calore ſi ſoffoca, poiche non reſpiro,&in conſequenza ſi dim nuiſce il di lui vigore; il ehe ſi deuefare ſolo allhora quando ſi vede, che il fuoco e troppo vio·lente: per jo cõtrarĩo il laſciat tutto aperto ſà ſuanite il vigo-te del fuoco, e reſta debole,& inſufficiente il calore, il quale

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