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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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16quanto delbabbrugiarla.Alb hora ſi pone in Corigiuolo di terra à fuoco di carbone,& à ſofſio di Mantice, laſciano liquefar le materie in modo,che appariſcano, galleggigole ſcorie, d ſuperfluità nel det-to Corigiuolo; nel qual caſo ſi laſcia raffteddar da ſe ſenzapid aggiunger carbone, ne meno agitar il Mantice; e cidperche Ia parte metallica ſi poſſa polare da ſe nel fondo, co-me più graue, e ne ſopranuoti la ſcoria, la quale(raffreddatoil tutto) ſi ſepara dalla parte più peſante, ch'è la buona, e

ae ſta di nuouo ſi peſa, e ſe ne nota il callo, ö diminutioneſeguita, indi i pone triturata nella Copella.

Taluolta ſi trouano certe Vene duriſsime da romperſi, lequal. ſi deuono abbrugiare, e cos infuocate ſpruzzarle d'ac-qui,& aceto, aceioche poſſano renderſi à colpi di martello.Ma perche non tutte e Vene d'vniforme metallo ſi tratta-no in vno ſteſſo modo, percid ne dirò il mio parere ne Ca-pitolira poſſibile. Maã prima perꝭ conuiene vedere il reg-

gimento del fuoco, eſſendo che la cognitio-

ne di waneggiarlo& vna parte piùneceſsaria d oguꝭaltra nel-la profeſſione-Minera-le,

N

Del

ſeguenti, in cui ne farò quella diſtintione, che mi ſas