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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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altro mezzo minerale, come pott eſser aſsorbito dall Ardgento viuo, che tanta inimicitia con eſsiꝰ e ſe dunque nealsorbe vna ſola parte, che ſard nella Vena, potremo giu-ſtamente concludere, che vn tal giuditio,& elanie ſia fallaceꝭ

Della Pena dell Argento domeſtica.8 Cap. X.

l piglia vna port ione à beneplacito di Vena,(la quale ben nettata dalla parte ſaſsoſa ter-rea ſi range,& trita, e vi ſi miſchiauo ſette-parti di Piombo in grani, e ſi pone in vaſo diterra à ciò atto, al fuoco non violento di ri-uerbero per ſin à tanto, che cominci à fumare. All hora eonvn filo di ferro infuocato ſi rimena la materia ben bene, e poifi piglia con le molli, ð tenaglie il vaſo, e ſi vetſa in canalettodi ferto vnto di ceta,& ſeuo, ouero oglio,& iui ſi laſcia ra-freddare: ſi rimuouono, e ſeparano le leorie, ò loppeʒ e teſtala materia lucida, che pare ſtagno; la quale ſi pone in eopel-

la, che ſia ben cada;& à calore proportionato(poiche il

violento danneggiarebbe) ſi laſcia copellare, e ne rimane ilgrano lucidiſsimò, che eſtratto, e peſato conto della quan-tità, che ſi ritroua nella Vena.

Conuiene in ogni ſaggio hauer auertenza di ſeruirſi di

Piombo affatto ſpogliato d' Argento: altrimente il ſaggio

5 5 2 D* 1 0niuſcitebbe fallace; è per lo meno neceſsario far prima il

ſaggio del biombo, e ſe contiene Argento diffalcar ſemprela quatità d'eſso da quello della Vena. Si può ancora far pro.

ua della Vena domeſtica del Argento in altro modo poco

diſſim ile dal ſudetto,& è il ſeguente. Habbiaſi vn oncia di8 ä ve.

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