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perche nell Argento viuo, che paſsò per la pelle di Camozzaſuole ſpeſso rimancre dell Oro; per ciò io ſtimo meglio ilnon farlo paſſare, ma vnito con la Vena porlo in vnaritortadi Vetro come ſe ſi voleſse ſtillat acqua forte, e dando fuocoleggiero prima, e poi vn poco gagliardetto, farne vſcir Ar-gẽto viuo nel ſottopoſto recipiente, e ſeparare cosi l Oro, chereſta nel fondo della ſtorta, a quale ſi rompe, e poi ſe ne cauala maſsa, che poſta in Corigiuolo con vn poco di borace, dſalnitro fiſſo, ſi fa lique fare ʒ indi ſi getta in Verghetta.
I. Argento viuo, che ſi cauò, perche reſtò liſentito, hàneceſsità di ricuperare il priſtino vigore pet potet ſeruirſenead altio ſimile biſogno; volendo dunque ciò fare, ſi pon-
ga detto Argento viuo in vn vaſo di legno, e vi ſi getti ſos
pra dell acqua calda, in cui ſia ſtato diſciolto del Sal comu-ne, e hen bene diguazzandolo, rimeſcolandolo, e lauandolocon le mani ſe gli ricaua poi acqua, mediante la ſponga,,come diſsi di ſopra. 1
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Se qualche curioſo indagatore vorrà far eſperienza ſe-
Vargento viuo ſepari diligentemente, e ſenza detrimentonotifichi la quantità dell Oro, ch è nella Vena operando nelmodo ſudetto conoſcerà, come hoò fatt io, che l Argentoviuo non ritrouando, che conſumare di metallo, corrodeOro ſteſso, e ſeco lo porta, riducendolo ſpirituale: irddi pid, che lo ſteſso Argento viuo s aſsorbe tanto Oro, chene riduce quale he ſua parte alla propria natura, che quaſi fat·ta indiuiſibile paſsa ſeco pet li porti del cuoio; e che piu?non ſi sa forſe, che Argento viuo non abbraccia i corpiperegriniè L. Oto dunque, che ſiu dalla ſua naſcita hauràcontratto amiſtà con Zolfo, Orp imento, Arlenico, d ſimil5 VVV