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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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Della Vena del Rams.Cap. XII. 2

V Adato auertimento ne capitoli ſuperiori diV(eruirſi del Piombo nel far il ſaggio dell Oro,Ne dclbArgento, ciò non può ſeguire nelfelplorate quanto Metallo ſia nella Vena del1 Rame, mentre queſto viene rubbato, e diſ-ſipato da quello; e per tralaſciando il Piombo, e non me-no i fluſſi corroſiul, e ſulfurei, li quali danneggiano, e mac.chianoil ame, dirò che ſe la Vena è di natura domeſtica, ſene peſta vn peſo detetmiqato minutamente, e poi ſi abbru-gia, in modo tale però che non poſſu liquefarſiʒ il che fattovi ſiaggi unge,& vniſee altrettanto di peſo di ſaluitro, e tar-taro put peſti,& vniti,& ia Corigiuolo ſopra il focolare àfuoco lento di mãtici per ſin à tanto, che la materia roſoeggi,ele gli accreſce poi il fuoco in modo, che fluiſea, e ne ſoura-nuotino le loppe, e cõtinuando cod il fuoco pet qualche po:co di tẽpo, acc ioche ne ſucceda il regolo, ſi leua il Corigiuo-Jo dal fuoco, nel quale battendo deſtramente vengono a gal.la le materie non buone,& il Rame reſta nel fond: il che

ſuccede, dico, allhora quando la Vena e domeſtica molto.Altri ſi ſeruono per baccompagnamento ſudetto del dop-pio di peſo di Litargirio, e elce di fiume:maà perche i Litar-girio non è altro che la ſpama del Piombo cauato di ſopraF Argento, cos come eglè dannoſo al Rame io non lo ſtimo per vchicolo proprio per queſto ſaggio.

Spelse volte dunque non ſuolę la ſudetta Vena rendere il

Rame, ma ſi riduce in Regolo, ò pietra Ramoſa: la quale ſi

a f ſepara