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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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38
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Metallo la Vena, ſono due parti di Litargirio,& vna di Selcecandida; perche il Letargirio, è Piombo mezzo calcina.to, io non ſtimo ſiucero queſto ſaggio. Il Rame abbru-giatoʒ il Sale di vetro,& altri ſimili rubbano in vece di gioua-reil Piombo. La limatura,& ſcoria di ferro riſca da bene,la troppa quantità tira à ſe le parti del Piombo, e ſeco le con-glutina con danuo dell operante; onde quando la Vena,&pura, ę domeſtica vi ſiaggiunge, perche il fluſſo poſsi con ·ſu mare le dette ſeatie, e non la Vena, che pet il calore diquelle ſi riſcalda: ma eſſendo eſsa meſcolata con altte impu-rità, non vi ſi deue aggiungere il Ferro, d ſquama, acciò ilfluſso poſsa conſumare le parti eterogenee della Vena. Sidue auertire di non abbtugiar di ſouerchio la Vena accio-che non ſi riduca in cenete con detrimento graue.

Della Pena del Ferro.cap. Xi

A Vena del ferro deue eſſer peſtata ben minuẽtamente; della quale ſe ne deue pelar vna.determinata portione, e queſta ſi pone ſoptavn foglio di carta,& iui poi ſi accoſta vn pez.20 di Calamita vigoroſa, la quale tira à se il

Ferro, che ſeparatamente ſi ſeuote ſopra vn altro foglio dicarta, e ſi leua da detta Calamita con vn piede di Lepra. Sireiter la ſteſſa opera ĩone per ſin à tanto ehe la detta Cala.mita non tiri à ſe pid coſa alcuna, allhora ſi peſa la materiatirata,e ſi fa il giu dicio della graſſezza,& ricchezza della Ve-na della medeſima quantità. e eA Alcus