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feconda vista : e tanto i conca»! che î connessifi fabbricano di cristallo o vetro non colora*to, mi tersi istmo, e senza alcuna macchia.Famosi occhiali ancora per confo car la vi*ih,la quale non venga disgregata o affatica-ta dalla bi nch-rzza della carta nello studiare,e questi si fabbricano di vetro piano colori-to, più c meno carico di colore ; seruono inoltre pe* viaggio , affinchè la virtù visiua ,o rocchio, nè dal ridesto del Sole,ne dallaj olucrc, nccua nocumento ; ed a questoertetto sono loro aggiunte certe sinice diq 4oio, che lè'-randog i alle tempie e alla testascrunagli agli orecchi. Perconscruazionedegli occhia i di materia cotanto fragile,farinosi caste di avorio e di diuersi legnami »e di variate fogge, siccome ancora di carco -ne foderato di quoio. alla v anzadelle guai-ne de’colcelli e delle custodie da orinoli.
Occhio n. Parte nobilissima delPanimafedestinata dalla natura per Porgano della vi,sta. Lar. Qculus. ^ Talora per la vista me-desima, o per lo sguardo. î Ed occhi dicoti-li quelle belle macchie rotonde,che à nella coùailPauone. De le cole che fono in vendita dicesi auere,o non avere occhio,per io stes-so , che auere, o non avere apparenza.
Occhio e sue parti* V. Scheletro.
Oc hio. Muscolidell’occhio. V. Muscoli.
Occhio. Spezie di finestra rotonda , oouaca,che per lo più si suol porre nelle fac-ciate delle Chiese,e nelle parti più alte diquelle. o sopra le porce, o ne Ila più alta partedella facciata deste case.
Occhio della martellina ,o del martello*V. Martellina, e Marte!!".
Occhio di Gatta. Gioia cosi detta.V. Asteria , & fui similmente altre gioienominare per occhi d’altn animali.
Occhiuto add. Pieno d'occhi.
Occidente m. La parte del Cielo, doueilSol va sotto, Lar. Occidens, occajits .
OcruV. Giallo di terra.
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Otite. V, pietra serpentin».
O Lio m. Nome generico d’ogni liquoregrasso, e vacuolo, come quello che sicaua dill'vliua. Varie spezie d S olij ado-prano mostri Artefici,die qui sortosi regi-streranno.
O io di lino. L’o'io che si caua dal semedel lino, che però si chiama ancora olio dilinseme. Sente a’Pitcori, per macinare i co-lori,per dipignere a olio.
Olio di noce. L' olio canato dalle noci,il quale seme a'Pittori per dipignere , maci-nando ,c stemperando con esso i colori. In-venzione trovata da Giovanni Eickda 6rag-gia , Pittor Fiammingo, circa g>i anni 1410.non ostante quanto ne dille il Vasari in con-trario.
Olio di sasso detto altrimenti nafta ( Pli-nio libro a. cap. 18.) o pure olio perroleo.Serve a far vernice per pitture ,eper lavarle figure di cera colorati,quando per lotempo son divenute gialle, franasi que-|st' olio nello staro di Modana , ed in altriluoghi di Lombardia ; ed è mirabilmenteritrattino del fuoco.
Olio di Sicilia. Lo stello che Io Spalto diSicilia. V. Nero di Spain.
Olio corto . L’Olio di noce , odi lino 1 ,fatto bollire al fuoco tauiolta solo, ta'uol-ta con litargîrio d’oro, e taluolta con ve-tro sottilissimamente macinato con ac-qua . Adoprano Tosto cotto i Pittori co»stradino o con vetro, per temmperar eoaelio quei colori, i quali in gran lunghe 'za ditempo, e con difficulrà seccherebbono, co-me lono la lacca , la terra nera » il nerod'olio , il nero di fumo, e altriimperocchécanto il litargirio , quanto ii vetro sottilissi-mamente macinato, anno sacrista di seccarprestissimamente. Adoprano 1 *olio coccosolo senza mescolanza di vetro o litargirio ,con quei colori, che da per loro stelli presta-mente seccano, come la biacca , il minio, laterra verde , la terra d’ombra , il cina-bro, gli smalti, il nero di brace, Le altri, perche secchino prestissimo , ma auuerrasi , chesviarlo nel a biacca sarebbe dannoso, per-che sarebbe diuenir la pittura di color gial-lo. L’osto cotto puro , qiundoè fatto conolio ben chiaro ; sei ue anche a’medcsimi Pit-tori