a8o Sezioni III.
per ogni persona o società, di 5o lire il primoanno, di 3o i successivi, e che non cominciano afruttare se non giunti a una lira e dopo esserestati un mese nelle casse , onde da un lato noncomplicarne troppo l’amministrazione, dall’altronon farne godere i vantaggi a chi non ne ha piùduopo. Che per legge i depositi debbono essereconvertiti in fondi pubblici, i quali in questo casoportano 1’ interesse del 4 e mezzo invece del 4per cento, e ciò perchè gli amministratoli nonpossano darsi a speculazioni azzardose, e per ec-citare sempre più i poveri all’economia; e cheil 4 è posto a credito del depositante, il mezzoritenuto dall’ amministrazione per le proprie spe-se : che fanno parte di questa alcuni dei depo-sitanti, onde essi e i poveri in generale prendanoa cuore l’instituzione e non nasca in loro alcundubbio sinistro : che finalmente al termine del-l’anno ciascun depositante è chiamato alla cassaa fare i conti, onde egli vegga di quanto il suopicciolo tesoro siasi aumentato (5).
Le società amichevoli e le casse di rispar-mio sebbene instituzioni di natura assai somi-migliante hanno vantaggi e inconvenienti ad esserispettivamente particolari. Le prime, venendoin soccorso degli artigiani che ne fanno partenel momento della sventura, impediscono che