CONCLUSIONE.
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« Se ciò è vero pei fanciulli, non sarà eglivieppiù vero pegli uomini? Per uomini già cur-vati sotto il giogo di abitudini immorali, varie,derivate da varie cagioni} per uomini, in cui,nè l’età, nè le inclinazioni, nè le credenze, nèi rapporti sociali, nè l’aspettativa dell’avvenire,nè la condotta precedente, sono uguali ?
« I saggi per riformare un prigioniero fu-rono spessissimo resi vani dalle abitudini ante-cedenti di lui. Poiché, se l’educazione negativaè cosa facilissima, l’educazione positiva è quasiswperiore alle forze d’uomo. Impedire lo svi-luppo del principio del male, non è difficile;ma dopo che questo si è fatto padrone de’re-cessi del cuore umano, può nascondervisi entrosotto mille forme diverse, e non abbandona lasua preda che a grande stento.
«La condanna abbatte gli uni e gli immergein una invincibile apatia morale; inasprisce edirrita gli altri.
« Togliesi a’condannati qualunque speranzadi vedere diminuita o mitigata la pena ? Essirespingono con disprezzo ogni tentativo di ri-forma, massime se sono condannali per un grannumero d’anni.
« Fassi loro sperare che la pena sarà ri-dotta ? Si creano ipocriti ; si dà loro un viziodi più.