CONCLUSIONE.
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che sembrano positivi, per quanto possano es-serlo fatti di tal genere, ed avvenuti si recen-temente. Ma ciò che v’ha di ancora più certoe positivo sono, le recidive quasi immediate dicondannati, i quali erano sembrati uscire diprigione con disposizioni morali radicate a suf-ficienza nell’animo} si è la resistenza di parec-chi detenuti a qualunque prova di riforma in-dividuale; sono i ripetuti tentativi di fuga, perbuona ventura fatti inutilmente.
« Nessun prigioniero è riuscito a fuggire:ecco il migliore risultato ottenutosi nella pri-gione di Ginevra^ ed è immenso. Se passanoalcuni anni ancora, senza che alcuno ne fugga,si stabilirà nel pubblico l’opinione che da unatal prigione non si fugge: aggiugnete a ciò unsistema spoglio di qualunque gastigo corporale,senza ombra di crudeltà, ma fermo e propor-zionato ai delitti ; e i buoni effetti del sistemapenitenziale si manifesteranno ben tosto, e l’am-menda morale diverrà probabile.
« Perchè, le cagioni che distolgono i pri-gionieri da qualsiasi serio pensiero, e che fannovacillare in essi il proponimento di dar manoalla loro rigenerazione morale, sono, la speranzadi fuggire, ed una disciplina troppo dolce. Lasperanza di fuggire tiene vivo in essi il deside-rio di conseguire uno scopo immorale} una