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Volume secondo.
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Galileo Galilei; 8 ;

tbicóncâui à ràggi diretti del Sole, che lume re flettono effìgi che puntaillumini Varia nostra ambiente ?Istilla stesamente è, purè Vero taliraggi refletterfì gagliardissimamente, <£r in figura dicono andar ad unirsi,& esser veramente potente ad illuminare i corpi opacbi, e tenebrosi, && illuminarli ancora più potentemente dell'istefsj Sole ; ma bisogna nel-la cuspide del cono ò à lei vicino porre qualche materia densa , la quale_ìtocca da tali raggi fi vedrà splendere, & offender la vista picche listes-so Sole, e massime se lo specchio ser à grande , e se la materia sera combu-(libile immediatamente saccenderà, & essendo fusibile, qualè il piombo,ò lo stagno fi fonderà , & il rame , o altro metallo più duro s'insocherà.Bisogna dunque per Veder il lume refesso farlo incontrare in materia at-ta ad esser illuminata , e finalmente potremo veder manifestamente tuttoil cono ponendoli sotto carboni ac cefi, e buttando sopra essi semola ò sega-tura, ò altra cosatale, che facciasumo , e questo passando per i raggi deltono s'illumìnerà,e ci sarà vedere, quanto tali raggircstejfistano più vi-ve dell 'incidente, e primarij del Sole, adunque stano pure quali, e quan-ti specchi svoglino concaui nella Luna , mente saranno più viuo lo splen-dore diffuso per l'etere ambiente . Qui non posso non ntaramgliarmi al-quanto d'ester portato in testimonio contro à me medefìmo, mentre sentodirmi , chio medefìmo ho scritto l'estremo limbo della Luna mostrarst più *lucido delle parti di mego, E vero ch'io ho sentito,che tali parti estremefi mostrano àprima vista, più chiare di quelle di mego, ma immediata-mente soggiunto ciò in rei veri ta te esser falso, & Vn'illustone, e sog-giunto , che tutto il disco è vgualmente candido, & il medefìmo autorenel capitolo precedente registra puntualmente pag, 237. verso jx. Orquesto troncare le mie sentente, portando come da me detto asseuerante-mente quello, che nella prima parte propongo per confutarlo poi nelleseguenti parole da parte ,e far ciò per imprimere nellanimo del Lettore,concetto tutte contrariò à quello ,che ioscriuo, e feto deuo liberamenteparlare, peccato in filosofia morali affai meno scusabile de glerrori com-misti nelle naturali. Segue con altra istanga dicendo. Prsterea , vel ip-se CI. Galliam &c. fino à inlupcr, L terra solate lumen &c. il dottissi-mo Sig.Liceti,con grand'accortela trapassa sotto poche parole quest' in-fanga ,chci mi contro , toccando, ò per dir meglio troncando la mùusentenga intera, p formi concetto , che quello che dame vien portato inaltro proposito,serua per confermar Vn'altra opinione, molto lontana daquella, che io tengo. E Vero cbiohò detto tenere, che possa esser intornoalla Luna, vnaparte del suo etere ambiente , più densa del resto dell'eterepurissimo, la quale posa riflettere t raggi del Sole illustrando ('estremomargine del disco lunare, al che credere mi muoue il veder neUeclijfe to-tale della Luna , dopo che diasi c immersi nell' ombra terrestre , restare

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