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Volume secondo.
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84
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84 , Lettera D e l S t G ;

quellestremâ parte del suo limbo,che Vvlt'ma i cadere , nell' ombrirestar dico alquanto illuflrata , ma di vn lume , che tira più al rame , cheallargento, il quale colore nons'cstendc egualmente per il restante del di »fco lunare , che restamolto più oscuro ,e che finalmente entrata laLuna .>in mego dellombra, ella del tutto perde, quel poco , che lafaceua visibi-le , e noi alcune volte totalmente la perdiamo di vista * Mora, che il Sig.Liceti inferisca , che da quanto ho detto fi possa raccòrrò chio habbia conceduto , eh il candore , il quale fi sparge grandissimo per tutto il disco lu-nare,ntl nouilunio deriui , dal reslessodel Sole, nclletere ambiente dellaLuna , è con sequenza dame non pensata,non che detta) an^i di presentestimata salstsf ma. E qui è bene, che io tocchi certo particolare degno d'es.ser auertito,& inteso. Circonda perpetuamente l'etere diciamo addensatoil globo lunare ; intorno al quale fi clcua , fino ad vna certa altera stâ laLuna esposta à i raggi del Sole ; i quali illustrano lemisscrio lunare , in-sieme con l'emisserio addensato, e potente ad illuminare Vna parte dell'emisferio lunare, non tocco da i raggi del Sole , e tal parte illuminata i»,circonderà 4 guisa d'vn'anello , vna striscia della superficie lunareche confina con iemisferio illuminato da i raggi, e quest'anello appor *farebbe il lume crepuscolino nella Luna , e da noi si scorderebbe , quandovn altro lume molto maggiore, non ce l'offuscasse -, e quello maggior lumee il refesso della grandissima faccia della terra ; che posto per esempio,che il refesso terrestre habbia zc. gradi di luce, ma che quello del refessodell'eîere ambiente,ne habbia V.g. 8. ò io. chi crederà potersi distingueretale anello lucido nella piag^a , tanto più risplendente ? Certo nessuno,saluoche, chi volesse dir il refesso delletere superasse ti candore, quellodella terra, il che è falso ; imperoche, quello che nelleclisse lunare som-ministratoli dal suo etere ambiente , è di longbisfmo interuallo inferioreal candor del nouilunio ; che quando foste prodotto dallistefa causa, mol.to ,e molto maggiore doitrcblc moflrarf nelloscuritâ della notte al tem-po delleclisse, che e nello splendore del nostro crepuscolo come altraVolta, di f ypra habbiamo detto, ^dggtunghiamo di più, che lessere egualmente diffuso il candore per tutto il disco lunare, ci assicura chegtmondepende dall'etere ambiente, il quale non è potente ad arriuare nelle par-si dimeno del disco lunare, in quel modo che il crepuscolo nostronon il-lumina tutto l'emisferio terrestre perche così batteremo tutta la notte illume crepuscolino, doue che per la maggior parte della terra sono moltelhore notturne, che restano senga crepuscolo nelle tentbr e profondissime.In oltre con gran ragione posiamo credere,che letere amitele della Lunanonstacosì atto àrefletterei raggi del Sole sopra la Luna ,cornee lerereambiente vaporoso à ripercuoterli sopralaterra . Imperoche essendo inVntnersale la materia dell etere celeste assai più pura dell* elementare

aerea;