a; ANNO 1826 ‘
DELL’ INGHILTERRA.
A chi poneva il piede in Inghilterranel 1825, quale scena di prodigj non si pa-rava innanzi ? Non era già una repubblicacome Atene al tempo di Pericle, piena divita e di splendore, ma piccola e debole :non era come Roma al tempo di Augusto,magnifica e popolosa capitale in mezzo aun impero ancora insanguinato di guerrecivili: non la corte di Leone X, lussurreg-giante d’ arti e di scienze, mentre gli eser-citi stranieri e gli civili devastavano le pro-vinole : non la capitale di Luigi XIV, am-masso di lusso e di pompe in mezzo a moltesquallide provincie. L’Inghilterra e la Sco-zia presentavano lo spettacolo di una na-zione di 1 5 milioni d* abitanti libera, agiata,potente, la più industriosa, la più attiva e lapiù felice nazione del mondo. L’ agricoltura,