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Saggio su i mezzi da moltiplicare le ricchezze della Sicilia / del Signor de Welz ; corredato di note di aggiunte e di un esame critico da Giuseppe Indelicato
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esser sempre pelosi, nen sono piti animati ni dal 'bisógno del necessari^ dal desiderio di un piacevole superfluo , e quindi rimangono abban-donati .

Dietro di cib le vigne divengono selvatiche , le terre ritornano ad es-ser boscaglie , e V uomo per piti tempo abbandonato all' ozio diventa in-dolente , e nemico di quegli sforzi che sono necessarj alla riproduzione .Tuttavia , consumata la provigione , egli dere ritornare al travaglio , senon vuote miseramente perire ; ma vi ritorna coti braceio intorpidito, edistruito d' altronde da ciò thè gli avvenne negli anni già scorsi , Pocoamante della fatica , e considerando che da piccolo spazio di terra egliritrae la sua sufficiente sussistenza , a questo limita il suo travaglio , e con-danna il resto all' abbandono . E' per questa ragione , che si veggono leregioni le più fortunate abitate da popoli indolenti e miserabili, e condan-nate all' infecondità nella massima parte della loro estensione .

A questo stato si corre per l' ordine stesso delle rose ; e , come vi siva impercettibilmente, il danno non comparisce che dopo secoli . Alloradall' effètto non si sa rimontare alla cagione per la lunga catena deglianelli intermedj 5 e nel volervi apporre riparo si cammina a tentone, siprendono per sorgenti del male quelle che non son tali ; e in tanto laberinto ,sfuggendo il filo di Arianna , si fanno dei passi che laddove condurrealta mtdela del male , non fanno che inasprirlo maggiormente . Da ciòben si comprende come le istituzioni politiche , falle per produrre la pub-blica felicità 1 divengono in simili casi affatto inutili t e talora anchenocive.

Il male radicato , e peggiorando collo scorrer degli mini, la pubbli-no miseria imperversa , e gli abitanti di quell' infelice paese temono dimoltiplicarsi , e più spesso lo abbandonano colla speranza di trovare al-trove miglior sorte . E' per un male di questa natura, che il maggiornumero degli abitanti della Spagna , e della Sicilia , abbandonate le ter-re intime, si sono affollali sulle coste ; ed è per un male della stessaspecie , che gli abitanti delle fertilissime coste dell' Africa , laddove cer-car il sostentamento dai prodotti delle di loro campagne , le abbandona-no , e si danno al mestiero pericoloso e crudele della pirateria.

Un popolo caduto in questo stalo di deperimento offre or lo spetta-colo di pochi grandissimi proprielarj , e tutti gli altri divenuti come av-venturieri nella stessa lor patria -, or le fortune divise con maggior pro-porzione , ma meno utili di quel che potrebbero essere, e generalmentedisordinale ; ed or la più spaventevole miseria sotto l'apparenza di unaricchezza efimera fatta per illudere solamente quei pochi che la godono ,e la moltitudine , che sbalordita è sempre da cib che la colpisce forte-mente .

Dove sono allora le vere , le solide , le costanti risorse del Governoche presiède ad un popolo si sventurato ? A proporzione che i suoi biso-gni 1 ' obbligheranno ad accrescere le imposte pubbliche, l'economia par-ticolare si disordina ; e, se facendo degli sforzi si sostiene per alcunianni> infine conviene che cada vinta dal consumo dell* stesse sue forze e