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Saggio su i mezzi da moltiplicare le ricchezze della Sicilia / del Signor de Welz ; corredato di note di aggiunte e di un esame critico da Giuseppe Indelicato
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ja , non è perchè il sno suolo è fecondo , e che per sola mancanza di fa-cilita ne trasporti il superfluo del suo prodotto marci una volta ne suoimagazzini : non è perchè le sue produzioni , attesa la difficoltà di queimezzi , hanno un tale valore , che non torni conto il metterle in com-mercio . Oltre ciò, non si concepisce come , nellipotesi dellAutore, lin-dustria agraria potrebbe a tale avvilirsi per difficoltà di mezzi di trasportoda permettere in Sicilia il mancamento del necessario . Giacché il massi-mo incitamento che agli uomini la natura non è a proccurarsi il su-perfluo , ma i primi bensì indispensabili mezzi della esistenza . E quindi $ove cause più possenti non dessero luogo ad un fenomeno cosi meravi-glioso , come quello di un popolo che languisce di fame nel paese natu-ralmente più ricco di*mezzi a soddisfare questo bisogno ; in che modo ,domanderei io allAutore, la vista di un imminente scarsezza potrebbelasciare oziosi ed indill'erenti al loro sterminio uomint per altro inclinatiper natura alla industria ? Simili difficoltà si presenteranno mai semprenelle politiche discussioni , ove effetti complicatissimi si vogliano per spi-rito di sistema a cause semplici ed uniche rapportare . Io quindi, senzavoler per questo, come ho di sopra accennato , negare astrattamente il be-ne che potrebbe trarsi dalla accresciuta facilità de mezzi di trasporto ,prego i lettori del Sig. Welz di aspettare, innanti di decidere del suo pro-getto , che seco lui potessimo nel terzo libro della sua opera sotto tutti ipunti di veduta 1 utilità e limportanza esaminarne ; ed intanto , a cono-scere qual grado di confidenza meritino presso noi le idee di questo cullo« benevolo forestiere , auderò , con quei lumi che più facilmente vianfatto ad un nazionale di acquistarsi sopra il proprio paese , annotando ecommentando i primi due libri della sua opera . Mi è però d uopo inprima di supplicare i leggitori delle mie note , che non a burbanza e di-letto di contradire vogliansi queste apporre da loro j e si facciano certiche sarebbero esse state pubblicate giammai, se in un libro di pubblicaeconomia i più piccoli errori circa le cose e le circostanze tutte di unpaese , non fossero spesso cagioni di grandi sviste j e se il primo doveredell editore di un libro utile non fosse quello dimpedire che esso possain minima parte divenire dannoso.