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Saggio su i mezzi da moltiplicare le ricchezze della Sicilia / del Signor de Welz ; corredato di note di aggiunte e di un esame critico da Giuseppe Indelicato
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no a Castelrefrallana , dove la linea » intersecherebbe co! confine di Valdi Demona , si.fissano i confini di Val di Noto nella estensione di afio mi-glia . La capitale è Noto (a) , e le altre citta distinte sono Agosta , Sira-cusa , Terranova, Lentini, (Jarlentini , Modica, Calatagli one, Castrogio-vauni , Calataseibella , (Jalatamsselta, Pietraperzia .

( Val di Mazzara ) . il terzo ed ultimo Val è quello di Mazzara, cheprende il nome da questa città sua capitale (b) . Dal confine del Val diNoto tracciando un cammino verso il resto del confine di Val di Demona«ino allimboccatura del fiume di Itoccella, si ha il perimetro del Val diMazzara in 3 oa miglia . Le città più distinta di questo Val sono Palermo,capitale di tutta la SiGtlia , Monreale , Trapani , Marsala , Mazzara , Sciac-ca , (Jirgenti , Àlieata , Alcamo , Salemi, Caltabellolla , Naro, fiuterà ( ).

( Isoli della Sicilia ) . Lisole adjacenti al Val di Demona sono Li-pari , Strongoli, e l * 1 altre che ranno sotto il nome d Isole lìdie .

Le adjacenli al Val di Mazzara sono Pantelleria, Favignana , Levan-do , Maretirpo , Belle Donne , cd Ustica .

( Monti dell c Sicilia ) . Poche s ouo le piccole catene di monti cheattraversano la Sicilia (c) ; piuttosto il suo terreno si trova sparso di pic-

* (a) Non già perche da questa città prese il nome l 1 intiero vaipuò dire chella ne sta la Capitale ,. Oggi essa non è che il Capo-luogodi una Solioinlendenza dipendente dalla Intendenza di Siracusa .

*\b) Ved la nota antecedente,

(i) Nel tracciare i confini d'ogni vai, io ho segnati solamente quel-li che sono interni nel continente , perchè , onde ravvisare fin dove cia-scuno abbia i suoi confini di mare , basterà la sola isptzione della cartaannessa nel fine dell' Opera .

* (c) La forma e struttura montagnosa della Sicilia è di cosà grandeinteresse per 1 oggetto dell opera del Sig. Wcìz ; ed è cosi superficialeed inesatta la descrizione , eh ei ci de noslii monti; chio Ilo cre-dulo qui necessario di estrarla da quella che il celebre Feri ara pubblicòPanno 1810. a Messina nella sua rinomata opera Descrizione fisica e mi-neralogica della Sicilia .

Otto miglia a libeccio da Messina , le colline, sul pendio delle quali èfabbricala una parte di questa città , accostandosi ed elevandosi fino a Coo.tese al di sopra del livello del mare , formano il monte Spraveri , o Bi-tnuris degli antichi, o Dinnaman . Da questo centro una serie si dirigea t.ieco sopra la lingua del Capo , mentre stende un braccio verso Ali-lazzo . Un altra corre lungo il lato orientale , manda spesso delle cateneda oriente in occidente , e arriva alla montagna su cui è Taoimir.a . Que-ste sono le montagne del Pelerò, cosi dette come vuole il Ferrara, dall»loro grandiosità .

Baini subalterni di questo monte dirigendosi a libeccio verso Noara ,ed unendosi ad un altro braccio elio viene da Taormina, costeggiane