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Saggio su i mezzi da moltiplicare le ricchezze della Sicilia / del Signor de Welz ; corredato di note di aggiunte e di un esame critico da Giuseppe Indelicato
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[Manti del Fai di Noto) . I monti del "Val di Nolo sono il montoÀrtesino (a) , e i monti di Caslrogiovaniii .

I! monte Àrtesino , anticamente detto Azero , è rimarchevole per lisuoi prodotti.

I monti di Caslrogiovanni formano una catena di piccola estensione.Gli antichi li conoscevano sotto il nome di Luna .

I monti del Val di Mazzata sono quello di S. Giuliano , il monte Pel-legritio , e i monti di Madoni».

II monte S. Giuliano è 1 antico Erice . ITa preso il suo nome dall»«siila di S. Giuliano fabbricata ad un suo fianco . Esso è due migfia lon-tano da Trapani .

Il monte Pellegrino , anticamente Ercla , è lontano da Palermo po-che migli» . Dopo il ifcix4 questa montagna divenne celebre per lo r tirodi S. .Rosalia, il cui corpo vi fu ritrovalo , secondo la tradizione , ed orvi si adora in un santuario .

I monti di Madonia , dagli Bulichi conosciuti sotto il nome di Ncra-brodi , formano una catena che separa il Val di Mazzata dal Val di De-mone . Sono famosi per f abbondanza delle migliori piante aromatiche .

( Fiumi della iSiciiia ) . indicando i fiumi di maggior considerazionetrasanderò tutti gli altri di cui la Sicilia è urea prodigiosamente .

(Fiumi d, l Fai D'rnona). I fiumi del Val di Demona sono: ilCantaro , 1 Aci , il Giarretta (b) .

II Canlara o Alcantara , conosciuto anticamente sotto il nome di Orto-baia , scaturisce dai banchi del monte Etna , presso E andazzo » e dopoaver portato per poco il nome di Fiume di Francavilla, prende quell*di Cantala , e si getta nel mur .Tonio presso il capo di Pielralunga .

L Àci (c) , famoso par la favola di Aci e Galalea , oggigiorno è co-

parti i limiti della sopradetta veduta, E impedisce di perdersi nella im-mensità .

* (a) L Àrtesino , chiamalo già 1 omhclioo della Sicilia , non appar-tiene a nissano m particolare de 1 ire vai. E «io si è tenuto in ogni lem-P° cosi presente , clic vi ha memoria di un sedile a tre facce su la suasommità , per dove l 1 occhio poteva godere successivamente delle tre vi-ste , «d i| piede per tre vari sentieri incamminarsi ai trecantoni differen-ti- Ved. Amico lex. top. Art.

* (b) Molli fiumi, a dir vero , non appartengono più al vai dondehanno la lor sorgenle , che a quello in cui vanno ad imboccarsi nel raa-re Spesse volle però essi non acquistano il massimo loro aumento ches, dla spiaggia del mare ; ed è che dai geografi si nominano ed indica110 nelle loro carte . I£ quindi non saprei riuveuir la cagione per la qualeS1 P° e il Simelo nel vai di Demone .

(°) Aci non è stalo mai fiume che ai tempi di Pohfemo c Galalea^

» a ggi*> mila òieilia . C