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( Due mali distruttivi dell' industria ) . Due inali tendono a dislrug'i;evc ogni industria , c ad impoverire una nazione : il primo è quando >terreni seno in mano di quegli usufruttuarj , che non hanno alcuno inte-rasse a migliorarli ; il secondo è quando all’ uomo laborioso , che trae ap-pena dal travaglio il puro necessario , non si lascia il mezzo di migliora-le il suolo, di’esso eiasi avvezzato a bagnar tutto 1’ anno coi suoi sudori'( Pregiudìzio funesto in agricoltura ) . .Non voglio tacere gl 1 incon-venienti d’un antica costumanza, che torma il precetto fondamentale del-la coltivazione delle terre. Nel primo anno si semina il frumento , nel se-condo 1 ’ avelia , e nel terzo il terreno si lascia in riposo . Questo sistema,oltre di altri danni , produce anche quello della perdila di una raccolta (a) •
■per molte ragioni , poco produttive , e le piccole proprietà trovansi incep-paté da molti ostacoli. / eco una delle ragioni per cui lutti i suoi prò-dotti sono talora cosi scarsi che spesso riducono la pooera gente a man-care del necessario. ]Sel 181 5 ne vidi io stesso morir dalla fame \ il gra-no era ad once sette la salma ! ! !
* (a) Non credo fuor di proposito il qui riportare un cenno su lovicende di coltivazione praticate nei nostri latifondi feudi , e sulla culiuiadelle nostre chiuse , come fu da me pubblicato non ha guari in una bre-ve memoria su la nostra campestre economia .
» Il sistema più generalmente adottato in Sicilia nella coltivazione iogrande de’ cereali è la cosi detta terzeria \ specie di maggiatica in cu* *lasciando un’ anno il terreno a pascolo , ed un altro preparandolo coilavori , ( inaisi netti) o ponendo in esso legumi (favata , maisi lordi)]accade ogni tre anni che sia seminato a frumento . Questo sistema reli-giosamente osservalo da alquanti de’ nostri agricoltori , riceve presso altriqualche modificazione . Vi ha per esempio chi fidando nella bontà dellesue terre, divide il podere in quattio parti: ima delle quali semina aforte , grano forte : una ad orz* o grano leggiero : una prepara ; ed unaltra lascia a pascolo. Vi ha chi, vie pili la fecondità del suolo abusan-do , semina due anni, e prepara un terzo ; lasciando a paseolo piceolaparte del podere, come una in sei, profittando al tempo stesso della mt*‘*’ erba de’ maggesi e delle ristoppie . Vi ha chi maggesa netto con irequattro o più arature ; e quindi semina frumento ; tiascurando il bestiamee preferendo i lavori agl’ ingrassi . Altri facendo gran conto di questi pruC-eura ogni due anni al terreno la callorìa delle fave In generale però sipuò dire che ne’ latifondi 1 novali si credono indispensabili da tulli ; *che rotazione agraria di nessuno genere vi si conosce .
Una differenza assai rimarchevole offre la coltivazione de’ piccoli po-deri ( chiusi o vignali), a rimpelto degli anzidetti , che pollati lini’orapresso di noi 1 ’ antico nome di fudi . Ancora che ristrettissimo il numerodelle piante che si ooltivano in essi , il terreno non vi riposa giammai •.supplendo la copia degl’ingrassi alle annuali perdite della ieri a . ìid olire*-