fi Egitti , e dall' America settentrionale ) . Ma la cosa più sorprendenteè che la Crimea , e 1 ’ Egitto , anzi 1 ’ America stessa , son venute a ver-sare i di loro grani e farine , portando via quasi sempre tutto il valorenumerario effettivo , sulle coste di queHa atessa Sicilia die è stata e chepotrebbe essere ancora il granajo di Europa . Questa importazione rovino-sa potrà solamente prevenirsi col dare ai grani indigeni almeno un valoreeguale a quello degli altri popoli ; e , per aprirsi una sorgente di ricchez-ze coll’esportazione, è necessario che questo valore si renda sensibilmen-te minore - Questo valore minimo nel mercato generale sarà nello stessotempo il massimo nel mercato interno , e quindi 1’ abbondanza verrà in-nestasta all’utilità 5 così che, 1’una crescendo, l’altra dal canto suo cre-scerebbe del pari, ed ambedue concorrerebbero a stabilire nella Sicilia unacostante preferenza , che renderebbe inalterabile la sua floridezza .
( Ragione della lunga insistenza sul valore de' grani ) . Ilo insistitaun poco sul valore attuale e possibile de’ grani della Sicilia, perché glistessi prineipj sono applicabili a tutte le altre sue produzioni, e special-mente alle cereali . Intanto scorrerò rapidamente sopra ciascuna di esse ,pregando il lettore di toner sempre fissa la mente alle dottrine che Ito sta-bilite co’ ragionamenti, ed ho suggellate colle osservazioni.
( Scarse produzioni della Sicilia ) . Granone , orzo , fave , teci , fa-gioli , etc. Le produzioni di questa natura sono così scarse in Sicilia ,che talora vi vengono importate. L’esportazione, quando avviene, vi èmolto tenue, e nell’ economia della Sicilia la vendila di questi generiforma un oggetto di poca considerazione (1) (a).
(1) Il basso popolo , e soprattutto quello delle montagne , invece delpane di frumento fa uso del pane d' orzo , Quante conseguenze da questosolo fatto t
Gl' Inglesi e gli Americani fanno gran consumo di quei pomi di ter-ra che tono conosciuti sotto il nome di patata.- Nell' anno iBt 5 « 181Gfurono le potute che salvarono la Svizzera dal flagello d 4 la carestia . Se1 ' riso ne fosse introdotto , ed esteso in lutti gli angoli della Sieilia , ognuncomprende quanta utilità e quanta risorsa ne otterrebbe .
* (a) i)i orzo, fave, «eci e fagioli , come ancora di farro , lupini ,piselli , lenti e cicerchie dall’ autore non ricordate , non è piccolo il con-sumo che si fa noi 1 ’interno dall’isola. Generalmente presso di noi è l’or-zo che si dà ai cavalli anziché 1’ avena , la quale non si suol molto la-minare nei nostri campi . Ali piace di avvertire però che in quest’ annose n’ è seminata <la alcuno al di là del solito dietro le ricerche fattene daiprovveditori prr la cavalleria austriaca . Iti quanto alle anzidetto legumi-nose, servono ad uso di cibo nell’ interno del regno , dove sogliono anchee moltissimo adoperarsi a callorìa de’ terroni sfruttali dalle cereali . Egliè però vero che non ne va all’estero che pochissima quantità . fu quan-to al loro trasporto , quando convenisse di accrescerne la coltivazione per