Ì 1 esportazione e permassa, e tutto il resto si consuma nell’ interno . Leoonipre si fanno a Milazzo , Catania, Siracusa., Avola , Sciacca, e Ca-stellammare, or a cafìsi , ed or a cantaja (t). Le terre addette agli oli-veti si trovano nelle vicinanze di Palermo , di Termini , di Cefaìù , diTusa , di Mistretta , nel piano di Milazzo, e nel territorio di Messina.
( Coltura degli olivi ) . In ogni angolo della Sicilia , ma sopra!ultonelle parti interne, sì potrebbe di molto estendere la coltura degli olivi ,* renderla emula a quella delle Puglie . Ma essendosi il porto di Messinagià prescelto come luogo di deposito anche di questo genere , senza ren-derne facile I’ accesso alle regioni più lontane dell’ Isola , non può risultar-ne quella utilità eli’è lo stimele naturale, e il più potente di ogni genere<P industria (a) .
( Olio di lino , fica quantità , ed esportazione ) A più forte ragio-ne ciò deve applicarsi all’olio di Imo, che in sufficiente quantità, e pres-soché tutto ad uso delle arti viene esportato per 1 ’ estero . E quest’ oliopotr' bbesi a dismisura aumentare quando col mezzo da me indicalo se neanimasse l’imlusiiia. Di olio di lino se ne fa gran quantità iu Catania,e seguendo la costa meridionale sino a Palermo . Però la quantità è mt-
( 1) Gli olj di Tusa , e Cefalà sono preferiti a quei di Mi lazzo .
* (a) L’interno del Legno è in generale pochissimo adattato allacultura dell’ ulivo ; per estender la quale , noi caso che ciò si volesse ,non mancherebbero su le costiere i siti più propirj ,
Non saprei passare in questo luogo sotto silenzio ita suggerimento da-to, dall’autore di un libro pubblicato anni sono, agli Agricoltori di Si-cilia. V. T m di Pai. p. 170 » Poieliò oggi, egli dice, la nostra Isolaè sul punto di esser vinta dal mercato di Odessa nel commercio de’ gra-ni , dovrebbe ella mutare la sua cultura , e forse in oliveli cangiare unaparte de’ suoi campi salivi . » Pollare Domeneddio ! Una Nazione puòdunque a sua posta mutare, ed a lai segno , e cosà presto la sua cultura ?Si può dunque sperare che ti frumento or’ ora non sarà più la prima epiù importante delle nostre derrate ? E’ più facile di coprire la Sicilia diulivi, che di accrescere il prodotto de’ suoi grani ? JNon sarebbe più pro-babile che essa in questo ramo di commercio ('acquistasse la sua antica enaturale superiorità a fronte di Odessa? 11 vantaggio che ha al presentequesto paese sul nostro durerà senz’ alcun dubbio al di là del tempo ne-cessario alla formazione de’ progettati uliveti ? l£d intanto si soffrirà inpace una cosi notabile diminuzione della rendita nazionale ? E la Sicilianon sarà più da qui a quarant’ anni il granajo , ma il trappeto degli altripaesi ? Fd il grano cacciato già come spontaneo dalla infelice Sicilia , Iosarà finalmente in tutti i modi , e gli si negherà fino 1’ ospitalità l ... .supplico il sig. Wclz di penlonnrmi tutte queste interrogazioni , e questaspecie di episodio , iu grazia della singolarità e gajezza dell’ argomento . ■