reno , e al numero delle interne risorse , che molti abitanti han trovatoindispensabile dedicarsi ai lavori delle arti (i). La necessità di trarne pro-fitto ha aguzzati gl’ingegni , e si è presto giunto a tal perfeziono , die og-Kiuiai n*n v’ è angolo della terra dove non siano apprezzate , e a prefe-Ten^a ricercale le manifatture inglesi. Sia quella terra classica adunque ilmodello dell’industria umana per tulli quei popoli che vogliono emularlaiti possanza ed in ricchezza (a) .
(Seconda prova tratta dalla Francia) . E’ pur troppo vero , che lanatura è nulla in confrorfto dell’ industria ! Sono incontrastabilmente mol-to fertili le contrade meridionali della Francia ; ma qual differenza tra itempi remoti, e quelli in cui viviamo ! Il solo scavo del canale della Liti*guadocca ha dato alle rendite della Francia un incremento millionario (2) .
(1) Ài cimi viaggiatori trascorrendo le contrade al di là d’gli Alle-gata ( 1818 ), le trovarono sparse di piccoli villaggi . Ripassandoci dopocinque anni li trovarono trasformali in altrettante città . Ecco quali prò-digj si operano dall’ industria / Essi esclamarono pieni di meraviglia .
* (a) Chi può dubitare degli effetti prodigiosi della industria umana?In che modo però, e per quali vie è permesso di vederla fiorire? Ci of-frite a modello 1 ’ Inghilterra. Ma perchè non ai parlate delle sue leggi diOgni maniera 5 della sua sociale struttuia ; del patriotismo de’ suoi ottima-ti ; della iinponenenle forza di opinione figlia de’ lumi del suo popolo ;e de’ benefizi di ogni genere che da questi felisissimi priucipj son derivatialla industria ? Siate industriosi : è forse questo il primo consiglio da dareai popoli ? O , se altrimenti si vuole, è egli ai popoli che giova di darequesto consiglio ?
(2) La Svizzera da terra ingrata è stata convertila in giardino dallaìstancabile industria de' suoi abitanti . In seguito si vedrà cosa erano untempo ! Inghilterra , e l' America Settenlrioncde , e cosa siano adesso di-venute .
Panni che dalle strade già fatte si moltiplichino immensamente lerendite della Sicilia, e la mia immaginazione vi vede correr di qua, dilà numerose diligenze , carri di ogni specie , vetture , e. trasporti, e co-me destati da un letargo di cui senton rossore tutti i Siciliani , muoversicoll'attività, che spira il desiderio di divenir felice. Spaziandomi i.iquesto dolce delirio , e dirò megli * in qu sta beata visione panni di sen-tir ripercuotere da Lilibeo a Pelerò le canzoni dell abbondanza , e daPelare e Pachino V inno della felicità (a) •
* fa) Le canzoni dell' abbondanza e l'inno della felicità faranno al-lora i loro viaggi per la post». Adesso 1 meschini son coiiretti di andarea schiena di mulo .