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Saggio su i mezzi da moltiplicare le ricchezze della Sicilia / del Signor de Welz ; corredato di note di aggiunte e di un esame critico da Giuseppe Indelicato
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Lanno 1S19, epoca nella «{naie la direzione di quest opera passidalle mani del Principe di Campofranco in quelle del Principe di Jaci ,Direttore del Demanio, le cose cominciarono a prendere un aspetto tuttonuovo , ed il più bello avvenire per la costruzione delle vie carrozzabilisi presentò agli sguardi premurosi deSiciliani. Quel sistema stesso di Com-missione di ponti e strade del quale godevasi in Napoli, S. M, volle be-nignamente che si stabilisse ancora in Sicilia . Per esso la parte ammini-strativa delle opere delle strade e di tutte le pubbliche costruzioni venivaassolutamente separata dàlia parte dii eli 1 va delle medesime. In ciò si ve-deva compita 1 opera incominciata da Serradiffalco . Un coipo d Inge-gneri di Ponti e Strade , da organizzarsi e nominarsi in Sicilia , dovevaassumere 1 incarico della direzione di tutti i lavori a quelle appartenenti ,i quali avrebbe tracciati ed eseguiti mdepeudeutemeiile da qualunque vo-to dei corpi amministrativi . Questi corpi dovevano eligersi dai Consigliprovinciali nel seno stesso dalle Province in cui erano da eseguirsi i la-vori. La direzione in una parola era tutta dell arto-, glinteressati am-ministravano. Questo sistema, che è quello delle Nazioni culle ili Europa,preveniva tutti gl inconvenienti, ed animava tutte le speranze.

A malgrado però quest* regolamento , fu il Principe di Jaci , uomedi spiriti elevati, e di larghissimo cuore per le cose pubbliche , al qualevenne nel detto anno affidata la direzione dellopera delle strade. Poiché ilGoverno volle in favor di lui, ed in grazia delle sue estranidmarie qua-lità che fosse fatta eccezione alla legge per la quale son libere , come inNapoli, le operazioni del Corpo direttivo di pomi , e strade 5 ed a lui nediede la soprastanza. Egli con grandissimo ardore diede animo all eserci-zio della sua nuova «tanca ; e nellopinione che mancassero nedue Regniabili costruttori, domandò al Governo che se ne chiamassero dalla Fran-cia. Ma nel fatto non si ebbe che un corpo ri ingegneri Napolitani , alla te-sta dequali quel Principe dimorò per brevissimo tempo nell 1 interno delRegno . Questa sua brevissima dimora però , e la più lunga che vi fecerogli ufficiali Napolitani, e le loro escursioni topografiche , e 1 loro lavorinon lasciarono dopo di se la più piccola ed imperfetta traccia . La ri-voluzione finalmente venne per disperderli e ricondurli donde erano partili.

Riflessioni . Questo nuovo sistema, clic dobbiamo sperare di vedertantosto praticato in tutte le sue parti , guarentisce lintrapresa delle stra-de dagl'inconvenienti ed ostacoli elle per aulico ne hanno attraversatalesecuzione. I lavori non saranno più diretti da persone ignoranti Pattedi costruire : P interesse privato non segnerà più la traccia delle pubblichevie; potrà valere sopra un corpo numeroso di artisti ad ottenere par-zialità : le contribuzioni colando, come si ha dritto di chiedere, nellecasse stesse provinciali, non saranno più deviate , ed invertite dal debitoloro uso ; e finalmente nel corpo dingegneri di ponti e strade potrà averla Sicilia un mezzo di pubblica prova c continuo esercizio, onde accresce-r« « sostener degnamente la sua gloria nell' arte di architettare .