Ór supponendo che essa somma non superi due milioni di onze, gl'inle-ressi pagabili annualmente dalla Nazione, al io per cento, per quell’ im-prestilo ( e niello il meno di quanto è probabile che si clnegga ) sa rami»clugento mila onze annue . Colle quali dugenlo mila onze pagabili a cia-scun’ anno , chi non dubita che in brevissimo tempo noi nan saremmoper terminare le nostre strade ? Certo eh’ io creda niuiso . E però egli èdinaro , che senza gravarsi di quell’ imprestilo, colle sole somme pagabiliper gl’ interessi di «sso , la Sicilia potrebbe al più presto , coinè da tuttisi desidera, costruire tutte le sue vie. Ma è d’uopo affigger gli sguardip ; ù da vicino e più addentro nel progetto del sig. VVelz .
Articolo X .
Degl' imprestili pubblici in generale .
La quistione riguardante gl’ imprestili che soglion farsi dai Governi aRome delle Nazioni, « una di quelle , che vedute per l’ uno o 1’ altro deilati esclusivamente hanno in faeil guisa condotto gli scrittori a conseguen-ze del tutto opposte e contiadittorie (i) . Coloro che ne hanno impreso adifendere la pratica gli hanno voluti considerare come un segno della ric-chezza delle Nazioni , par la ragione che non si farebbero imprestiti aipopoli dave il credito pubblico non fosse tale da guarentire 1’ adempimen-to di quelli ; e la grandezza del credito pubblico suppone assolutamente ilLen’ essere e 1’ agiatezza di un popolo . L’ Olanda 1’ Inghilterra e la Fran-eia , hanno essi detto , sono cariche di debiti ; mentre la Svizzera nondeve niente . Oltre a ciò gl* imprestiti che si lamio ai Governi mettendoin commercio una specie di moneta di carta che nella circolazione tienluogo perfettamente di denaro , accrescono la classe da’ Negozianti , limettono a portata di fare grandi intraprese , e fanno loro molliplicare iprofitti , sostituendo carte fruttifere a’ fondi morti de’ loro forzieri. l)i piùsi è fallo riflettere , che , prendendo il Governo ad imprestilo da’ suoistessi sudditi , non si deve ammettere in questa supposizione , che un sem-plice traslocamelo di denaro , il quale, per così dire passa dall’unamano nell’ altra (a) . Ma quando anche, secondo i paneguisti del credito pub-
del contratto in capitale « contante una parte del debito si volesse ferma-re una cassa di amortizzazioue .
(r) V- il primo discorso del libro Dello Spirilo cap, m. dove siapplica questa verità alla quistione del lusso .
(a) Questo paragone fu uno dei migliori argomenti addotti da Melo»in favore degl' imprestiti pubblici . » Impiegando lo stesso raziocinio ,
diceva Hume Saggio sul credilo pubblico io potrei sostenere che il Sovra-no pub esigere dei suoi sudditi le imposte le più eccessive senza timore dirovinarli. )> £ non è egli un gran male, esclamava John ISichols , che