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Saggio su i mezzi da moltiplicare le ricchezze della Sicilia / del Signor de Welz ; corredato di note di aggiunte e di un esame critico da Giuseppe Indelicato
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Ór supponendo che essa somma non superi due milioni di onze, gl'inle-ressi pagabili annualmente dalla Nazione, al io per cento, per quell im-prestilo ( e niello il meno di quanto è probabile che si clnegga ) sa rami»clugento mila onze annue . Colle quali dugenlo mila onze pagabili a cia-scun anno , chi non dubita che in brevissimo tempo noi nan saremmoper terminare le nostre strade ? Certo eh io creda niuiso . E però egli èdinaro , che senza gravarsi di quell imprestilo, colle sole somme pagabiliper gl interessi di «sso , la Sicilia potrebbe al più presto , coinè da tuttisi desidera, costruire tutte le sue vie. Ma è duopo affigger gli sguardip ; ù da vicino e più addentro nel progetto del sig. VVelz .

Articolo X .

Degl' imprestili pubblici in generale .

La quistione riguardante gl imprestili che soglion farsi dai Governi aRome delle Nazioni, « una di quelle , che vedute per l uno o 1 altro deilati esclusivamente hanno in faeil guisa condotto gli scrittori a conseguen-ze del tutto opposte e contiadittorie (i) . Coloro che ne hanno impreso adifendere la pratica gli hanno voluti considerare come un segno della ric-chezza delle Nazioni , par la ragione che non si farebbero imprestiti aipopoli dave il credito pubblico non fosse tale da guarentire 1 adempimen-to di quelli ; e la grandezza del credito pubblico suppone assolutamente ilLen essere e 1 agiatezza di un popolo . L Olanda 1 Inghilterra e la Fran-eia , hanno essi detto , sono cariche di debiti ; mentre la Svizzera nondeve niente . Oltre a ciò gl* imprestiti che si lamio ai Governi mettendoin commercio una specie di moneta di carta che nella circolazione tienluogo perfettamente di denaro , accrescono la classe da Negozianti , limettono a portata di fare grandi intraprese , e fanno loro molliplicare iprofitti , sostituendo carte fruttifere a fondi morti de loro forzieri. l)i piùsi è fallo riflettere , che , prendendo il Governo ad imprestilo da suoistessi sudditi , non si deve ammettere in questa supposizione , che un sem-plice traslocamelo di denaro , il quale, per così dire passa dallunamano nell altra (a) . Ma quando anche, secondo i paneguisti del credito pub-

del contratto in capitale « contante una parte del debito si volesse ferma-re una cassa di amortizzazioue .

(r) V- il primo discorso del libro Dello Spirilo cap, m. dove siapplica questa verità alla quistione del lusso .

(a) Questo paragone fu uno dei migliori argomenti addotti da Melo»in favore degl' imprestiti pubblici . » Impiegando lo stesso raziocinio ,

diceva Hume Saggio sul credilo pubblico io potrei sostenere che il Sovra-no pub esigere dei suoi sudditi le imposte le più eccessive senza timore dirovinarli. )> £ non è egli un gran male, esclamava John ISichols , che