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E qui è pur tempo eh’ io ponga fine alla mia lunga diceria. limatisiparò di terminarla piacemi di confessare il timore che ho , Jche qucs'escritto non abbia a riuscire del tutto inutile ,ed inoperoso ; nè io vi avrei•ertamente posto mano , se anziché gl’ impulsi del cuore avessi (consultai*le forze della mia mente e la estensione del mio spirito . Ed è forse aneli*vero essersi da me dimenticato il consiglio di quel savio , il quale fu diavviso , che se tutte le verità som tenesse entro un pugno , dovrebbesiben guardare dall’ aprirlo . Ma s’ egli è giovevole che si dica la verità , èd’uopo , se non incorraggiare, scusare almeno i poco accorti che se lalasciano scappar di bocca.
Finalmente io supplico i miei lettori , e soprattutto il sig. Welz, dieVoglian guardare con occhio mite ed amichevole ai difetti del mio lavoro ,in grazia delle mie intenzioni • Ilo dovuto dir presto ; ed ho certameut*detto male . Ho riso qualche volla in quistioui di molto rilievo ; e ciò ènato dal uno temperamento che mi concede il riso anche in mezzo allelagrime . Se non mi è riuscita l’intrapresa di render noli i veri interessidel mio paese ; io non dubito che altri moltissimi, di assai pili vaglia cheio non sono, non abbiano a sostener con gloria dopo me quello aringo ,in eh’ io mancai per difetto di forze . Allora proverò sinceramente il pia-cere di quell' escluso dal Consiglio degli Efori, che nella sua stessa disav-ventura trovò la sua felicita , riflettendo al vantaggio che dai migliori dilui recavasi alla sua Patria.
FINE.
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