Il Discorso Del Colombo 477
curistìmo, che s’e’ l’avesse letto, non lo nominerebbe mai,perché il vedersitanto lontano dal poterne intendere una fola dimostrazione, gli averebbetroncato l’ardire di citarlo sotto la speranza di poter dare a credere a chiche sia d’averlo inteso.
Tre sorti di persone, ec.
Il detto del Sig. Galileo si è verificato in tutti questi, che gli hanno scrit-to contro, ma più nel Sig. Lodovico, che in alcun altro, perché ha scrittopiù; e quando non fosse altro pasto nel tuo discorso, che confermasse quan-to dico basterebbe a leggere questo, dove entra a parlare di proposizioniGeometriche, nel quale ogni mediocre intendente delle cose scritte dal Sig.Galileo potrà conoscere quanti , e quali errori dal Sig. Colombo si fienocommestì, non solo in non intendere, ma in addossare ai Sig. Galileo cosetanto lontane da’ suoi concetti, quanto è il falso dal vero ; come apprestocon brevità andrò toccando . In tanto è degna di considerazione l’incon-stanza del Sig. Lodovico, il quale avendo detto non avere cosa contro Ar-chimede a versi 8. poi si conduce a lacerare come falsa una sua conclusio-ne, segno, che egli non ha visto punto Archimede, ne inteso il Sig. Ga-lileo, il quale con metodo più facile ha dimostrato la medesima conclusione.
Ma circa quello , cbe di voftro aggìugnete alla sua dottrina .
I cumuli degli errori del Sig. Colombo nati dal non intendere niente diquello, che ha scritto il Sig. Galileo son tanti, e in tanti luoghi dissemina-ti in questo suo discorso, che chi volesse notargli, e correggerli senza pas-sarne la maggior parte non verrebbe mai al line dell’opera ; però mi scuseràil Lettore se trapassandone gran parte, non mi distenderò se non in alcuniluoghi particolari ; uno de’ quali mi accomoderò » che sia questo , malfiate ,che da qui avanti pare, che il Sig. Colombo lasciando stare la disputa, se la^figura dilatata faccia stare a galla, o nò, entri in quella del ghiaccio; scor-datosi, che astretto da un’ argomento del Signor Galileo per non gli averea rispondere, disse, che quella disputa non era sua, e che non voleva le litid’altri, e che non gli era lecito .
Considerando dunque a parte , a parte quanto dal Sig. Lodovico qui siproduce, prima dico, che non è vero, che il Sig. Galileo abbia mai detto,che gli arginetti serbino la proporzione dell’altezza in rispetto alla grossez-za del solido, e acciocché ognuno vegga , che questa conclusione non hache fare colla vera, e dimostrata dal Sig. Galileo io scriverò qui di parolain parola, quella del Signor Galileo, che è questa. Ogni volta , che P ec-celso della gravità del sòlido , sopra la gravità, dell' acqua , alla gravità del-1‘ acqua avrà la medesima proporzione , che P altezza dell' arginetto alla gros-sezza del solido , tal solido non andrà mai affondo . Or vedasi , che il SignorLodovico mostra non intendere, ne anco, che cosa sia proporzione, poichémutando i termini dell'analogia del Sig. Galileo forma una proposizione stra-vagantissima , e falsa ; questo si conosce benissimo > perché i quattro termi-ni, tra’ quali il Sig. Galileo mette la analogia son questi. Il Primo, eccessodi gravità del solido sopra la gravità dell’acqua: Il secondo , gravità del-Tacqua: Il terzo, altezza degli arginetti : Il quarto, grossezza del solido.Ma il Sig. Colombo senza fare menzione di eccessi di gravità del solido, nedi gravità d'acqua , pronunzia una proposizione di sua testa, e l’addossa alSig. Galileo nel discorso del quale non è pure una minima occasione di pen-sare , che tal conclusione vi sia, ne fi può mai da quello dedurre ; onde iocredo, che il Sig. Colombo la proponga senza saper quello, che si dica, ma