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LETTERADI TOLOMEO NOZZOLINIA MONSIGNOR MARZIMEDICIARCIVESCOVO DI FIRENZE.
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rìfs, e Reverendijs. Sig. e 'Padron mìo Colendijs.
iTJAND’io venni ultimamente in Firenze a baciar le ma-ni a V. S. Illustriis. non avevo per ['impedimento dellamia muraglia ancor Dotuto vedere il Trattato dei Sig.Galilei, rie altre cose intorno a quello. Ora, che io hoavito un poco di comodo l’ho letto con molto miogusto, se ben non incero, come bisognerebbe, e con lap.eiente m’è piaciuto, più per mostrar d’averla obbedi-ta in leggerlo, che per altro rispetto, dir qual cosa in■juesta materia, se ben tutto sarà cosa frivola, e di niunfondamento .
Primieramente sono tuttavia col Sig. Galilei, che la figura non sia causadi stare, o di non stare sopra sta equa ad alcuna cosa ; ma, che, tutto si devagiudicar dalla gravidi. Se sarà grave più, che altrettanta acqua, anelerà alfondo, se meno galleggerà. E parrai, che la Lega, e ('Incognito procedutocontro di lui con ingannucci, e non faccino a buona guerra.
La prima cosa,la disputa ha due capi, e mai si viene a cimento se nond’unsolo. Vuole la Lega, che si pigli questo giudizio non dalla gravità,ma dalla figura, e che però la figura involta è cagione d’andarè al fondo,(e questo e il primo capo), e la figura distesa è cagione del galleggiare.
(e questo è il secondo) del primo non s e m. - sofisticherie: che
pur dovere il mostrare questa venta realmente , â Mor-ie facesse vedere, che una materia più leggiera d ugv \ Qn fi trove _
ta in figura raccolta andasse al fondo, d che non si most a e non Jrà mais Sicché essendo in questa parte della involi * * J^he il
Galilei, eali ha alma la Savoia d.ftela , se qualche accadea-
limile avvenga nella patte oppona &
te non impedisce. st figtira distesa, tutta la distratta, e dissi-
Quanto ai fecondo capo J q« s » ienza dell’aslicella d’ehano, che es-colm finalmente, e nuo ta a que. I mtto ciò galleggerà . A questo
iendo pui grave- a altrettanta. * , u ' l o/memulp <* tnù un-
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