Il Discorso Del Colombo. 4 g 5
ria, la quale voi dite esìer senza pori, benché la terra, I’argento, I’oro,îdiamanti, e altri corpi densiffimi sieno, come voi siedo affermate, porosi.Che poi l’aria si debba stimare senza pori,mi par, che molto languidamentevenga da voi dimostrato, mentre non dite altro, se non che,s*elfa foste po-rosa, vi sarebbe il vacuo. Ma se la terra, e l’oro, ec. son porosi senza am-mettere il vacuo, perché non può l’aria ancora estere tale? di che sono ri-pieni i pori della terra? se non volete mettergli vacui bisogna dire, che so-no ripieni d’acqua, o d’aria, o di fuoco? e così ponendo voi l’acqua anco-ra porosa,parrai,che facciate i suoi pori pieni d’aria. Or perché non si po-trà con altrettanta ragione dire, che l’aria sia porosa, e abbia i pori ripienidi fuoco? bisogna, che voi assegnate le cause, che vi muovono ad affer-mare queste proposizioni, perché l’attendere, come voi fate, a mettere dimolte cose in campo senza provar mai nulla, è un perdere tempo per voi,e per gli altri. Voi producete in questo medesimo luogo un’esiaerienza perprovare, che l’acqua nel ghiacciarsi , fi ristringa, e diminuisca di mole, edite ciò farsi manifesto • Perché a mettere una conca d’acqua ali'aria di verno , sfarla ghiacciare , il ghiaccio fi trova intorno intorno staccato dalle sponde del vaso ,e Jòtto tra Pacqua , e il ghiaccio molta distanza , e perciò bisogna dire , che eglt fisia ristretto , e diminuito di mole . Ma da tale esperienza, se si considera atten-tamente, credo, che si posta così bene raccòrrò il contrario, come quello,che ne vorreste dedurre voi. Imperocché, se ben voi dite, che il ghiacciosi trova staccato dalle sponde della conca, è però forza, che egli le tocchi,perché s’e’ ne fosse lontano (trovandosi, come voi dite molto lontano ancodall’acqua di sotto) bisognerebbe, ch’e’ fi reggesse in aria,che sarebbe mol-to più, che galleggiare nell’acqua ; in oltre la figura di cotal vaso è tale,che verso le parti superiori fi viene allargando. Ora stanti queste cose, cheil senso ci dimostra, io dirò, che quella parte d’acqua, che s’è fatta ghiac-cio, nel congelarsi non si è altramente ristretta, perché se questo fosse, il
s chiaccio si troverebbe separato dalle sponde della conca, e appoggiato sii'acqua di lotto; dove , che il ritrovarsi per l’opposito molto lontano dal-l’acqua , (come voi stesso affermate) e contiguo alle sponde del vaso, ci daindizio, che la dilatazione, e accrescimento della sua mole sabbia sforzatoa sollevarsi in alto dove lo spazio, e la capacità della conca è maggiore.
Aveva il Sig. Colombo veduta una simile bastanza, che gli poteva esserfatta contro, e però la promuove, e acutamente la risolve; nel promuo-verla, dice. Non vi inganni il vedere,, che storse alcune volte nello fiaccarsi dalvaso posa il ghiaccio eserjt sollevato alquanto , e perciò vi paia cresciuto di mole .Questa è I’instanza ; la risposta, e soluzione, ch’e’ n’apporta è questa. Per-che il fatta fla altramente , e niente più. Ma Sig. Colombo questo non è mo-do di rimuovere l’obbiezioni, però se n’attenderà più distinta esplicazione.
Voi in questo luogo mandate il Sig. Galileo a imparare dalla fante, laquale, dite, che mostrerà, che quando ha piena la pentola dt lardo strutto, a la-sciarlo freddare , e congelare cala di maniera di mole , che fa nel mezzo uno scodel-lino, dove ptima era gonfiato . Veramente,Sig. Colombo, credo, che da pocomiglior maestro voi abbiate appresa cotal dottrina, anzi da tanto men dot-to , quanto, che la fante del Sig. Galileo domandata di cotal problema,scoppiò in un gran riso, e poi stimando, che sofie pensiero di qualche altracuoca, disse; e chi è cotesta tanto balorda, che crede, e dice, che il lar-do rappreso, sia ghiacciato? Io vi sarò vedere il lardo far quella sofferta nelfreddarsi anco di mezza state, anzi avanti ch’e’ sia finito di raffreddarsi; e
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