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Tomo primo.
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55<> Considerazioni Sopra

debbono le parti, quando nel luogo più angusto si doveste contenere tantac-qua, quanta nel più spazioso; ma quando vi se ne ha da contenere manco aproporzione, che nel più largo, io non vedere, che tale strettezza pos-sa far nulla.

Decimo, voi seguitate di discorrere a rovescio, e a introdurre nuove fal-sità, mentre dite, che un corpo più grave dell' acqua sollevato dal profondo col-la mano, più facilmente fi solleva di sotto , che verso la superficie, la quale e-fperienza, facilissima a farsi, è falsa : perché se legando un tal corpo con unsilo, il quale fuori dellacqua si faccia passare sopra una carrucoletta, conlegarvi un peso pendente, quello, che lo solleverà dal fondo, lo condurràsempre sino alla superficie. Ma più [ parlando in particolare dell acqua delmare] voi poco di sotto direte, che verso la superficie ella è di parti piùgrosse, e più terree, come dimostra la loro maggiore salsedine , ed in con-sequenza nel fondo viene a essere più sottile , e meno terrea , e però mengrave, ed estendo di più verissimo, che i mezzi fluidi sollevano con lecces-so della gravità loro sopra la gravità del mobile. come volete voi, che fos-setto non segua aliopposto di quello, che scrivete? non sapete voi, che 1acqua falla sostiene meglio, che la dolce? Or se lacqua marina è più salsaverso la superficie, che nel fondo, men facilmente si solleverà un peso nel-le parti basse, che nelle supreme. Undecimo, trovandovi per quant io scor-go irresoluto di quello, che vogliate affermare, o negare, ancora che i di-storsi fatti sin qui riguardino alle navi costituite inquiete, vi risolvete a scri-vere ; che le navi non fi mettendo nellacqua, perché stieno ferme, e sca-riche, ma perché solchino per Tonde, le quali nelle tempeste con i caval-loni le sollevano, sene! tornare a basso Tacqua non foste molta, e profonda,si fracasserebbono, e massime quando sono molto cariche. E per rendere ra-gione di questo segreto, avete, Sig. Colombo, avuto bisogno di fare tutte lesoprascritte considerazioni, e di proporre il problema in quella forma PO per-ché non dicevi voi ( e sarebbe staro un elegantissimo quesito ) cercasi perqpial cagione le navi cariche nelle tempeste precipitando giù da i cavallonidellonde , vanno più a pericolo di perquotere, e rompersi nel fondo delmare, se tal fondo sarà vicino, come quando Tacqua, e poca, che se saràlontano, come quando Tacque sono profondissime? che così vi assicuro, cheavreste avuto poca fatica a persuaderlo, e meno a dimostrare la cagione : epotevi speditamente dichiararlo con iesempio, che adducete dal notare noipiù facilmente dove T acqua è più profonda , che in quella che appuntobasta a reggerci; perché m questa, poco ci possiamo agitare, se non voglia-mo romperci le braccia, e le ginocchia nella ghiaja, e nel sabbione.

Duodecimo, per non lasciare contradizione immaginabile in dietro , sog-giugnete: E come volete caricare le navi, e che vadano velici dove non e più ac-qua, che quella, che basta ptr regggerla, e più solamente un mezzo dito} Quella po-ca acqua , che e sotto il cui della nave non e egli verii , che più facilmente ne'moti fidistrae, che non fa la molta quantità ? Prima Fautore del problema , ed il Sig.Galileo, non parlano dellandare veloce, perché nel porto non ss naviga ,ma dellesser sostenuto semplicemente. Secondariamente se voi vi ricordatedi quelle cose, che poco di sopra avete scritte, conoscerete , come ora vicontrarine. Voi avete affermato, che le parti dellacqua, essendo in mag-gior copia, e più profonde, più resistono ne i movimenti ; e replicato , chequanto T acqua è più profonda , tanto è maggiore la sua forza nel resisterealla violenza; dal che per lo converso ne segue, che quanto manco ella fa-,