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e larghezza della falda : come comunemente s’ è preso lin qui , e da A-ristotile medesimo quando propose, cur lata ferramento , ec. Inoltre il Si-gnor Galileo, non avrebbe detto una sciocchezza tale, quale è il dire, cheil peso del quadretto picciolo rispetto alla sua larghezza e molto minore ,che il peso del quadro grande rispetto alla sua, perché questo è falso, a-vendo (come pure egli scrive in questo medesimo luogo) i detti pesi la me-desima proporzione appunto tra di loro, che le dette larghezze, cioè, chele loro basi: ma quello, che ha detto il Sig. Galileo , e che è vero, nonriguarda le larghezze de’ quadretti, ma i perimetri : cioè, Sig. Colombo, icircuiti, gli ambiti, i contorni, i lati, che circondano le loro piazze, e su-perficie: e di questi è vero quello, che scrive il Sig. Galileo, che il pesodel quadretto picciolo rispetto al suo perimetro, è minore, che il peso 'delgrande rispetto al suo. E questo è molto differente dall’altra sciocchezza,che a voi pare, che il Sig Galileo, non provi, e che abbia avuto obbli-go, o intenzione di provare; mentre scrivete: Ma non provate già voi , cheil minor corpo abbia maggior perimetro del grande , con queste divisioni geometri-cbe , delle quali fiate tanto intelligente : fate a mio senno , attendeteci meglio , e poinon v'arrischiate ad ogni ino do a fare il maestro ad Ariflotìle . Qui, Sig. Colom-bo, è molto fuori di proposito il rimproverare al Sig. Galileo, che egli nonabbia provato con sue geometriche divisioni , che il minor corpo abbiamaggior perimetro del grande, atteso, che non ce n’è stato di bisogno. Ebenché io penetri l’intenzione vostra, che è di burlare con leggiadria il Sig.Galileo, come che egli fi fosse obbligato a cosa, che al sicuro a voi pareimpossibile, con tutto questo io voglio con due atti di cortesia contraccam-biare il vostro affetto contrario, ed insieme farvi conoscere, che la nota,che in questo luogo date al Sig. Galileo, dicendogli : Se però intendeste quel -lo , che dir volevate : si perviene a voi, che al sicuro non intendete quello,che dire vi vogliate. Il primo atto sia il farvi avvertito di cola, che vigiungerà molto nuova, cioè, che non solamente il Sig. Galileo, ma ogniuno , che intenda i primi , e puri termini di Geometria, da una di questefalde, che abbia v. gr. un braccio di perimetro, netaglierà una parte, chesia a vostro beneplacito la metà, il terzo, o il quarto, ec. la quale parteabbia il suo perimetro maggiore del perimetro del tutto due volte, quat-tro, dieci, ed in somma quante volte piacerà a voi : e qui voi stesso setea voi medesimo consapevole quanto da tal cognizione fosse lontana la vo-stra intelligenza. L’altro sia il consigliarvi in contraccambio dell’avverti-mento, che date al mio maestro, che quando volete nelle vostre opere tra-scrivere qualche parte delle scienze non intese da voi, ed in particolare diqueste tanto scrupolose Geometrie, non Rassicuriate ad alterare, o mutaredi vostra fantasia pure una parola quello, che trovate scritto, perché v’in-terverrà sempre quello, che avete veduto intervenirvi tante volte nel pre-sente vostro discorso ; cioè, che dove copiando solamente ad verbum , ovve-ro (e questa sarebbe la più sicura per voi) tacendone totalmente, qualcunopoteva restare in certo, se voi ne sapeste, o nò; l’averne voluto parlare permostrarvene incendente, v’ha dichiarato del tutto ignudo di tal cognizione.
Quinto, voi soggiugnete, che la resistenza non consiste solamente nel ta-glio, che si dee fare nella circonferenza, ma ancora nelle parti dell’acquasottoposte alla piazza della falda ; il che vi si concederà dal Sig. Galileo,ma questo non è d’utile alcuno alla causa vostra: avvengache in due faldefatte di due pezzi di ferro eguali » e ridotte alla medesima sottigliezza,
quel-