53$ Considerazioni Sopra
scienze, e snodare loro difficoltà, se cotali nomi, e termini generano in voisì gran confusone: voglio anco , che mi crediate, che il Sig. Galileo nonavrebbe commesso tale errore con usargli, se egli avesse creduto trovarsi almondo ingegni, che fodero per restarne confusi, e che non avessero millevolte, non che una osservato nominarsi la causa per sestetto, e sestetto perla causa, con metafore tanto più remote di questa, quanto , senza prepara-mento di parole precedenti, durissima cosa parrebbe, che le lagrime d'unamante avellerò a importare la sua donna, e pure leggiadrissimamente disseil Petrarca :
E'I Ciel , che del mio pianto , or fi fa hello .
Io direi, che voi medesimo avreste senza nota potuto dire molte volte,e forse savete detto v. gr. crescendo la larghezza della falda, cioè crescen-do la difficoltà al dividere l’acqua, ec- ma non per questo pretenderei col-l’esempio vostro fare men grave la colpa del Sig. Galileo ; perché a voi è le-cito senza nessuno scapito deviare dalla dritta strada del filosofare centomiglia ad ogni passo, che a lui non ^ammetterebbe il deviare un dito soloin tutto il cammino.
Credo, Sig- Colombo, che da quanto avete sin qui sentito, e da quello ,che potrete sentire nelle seguenti risposte a gli altri oppositori assai chiara-mente si comprenda, quanto puntualmente si sia verificato il detto , che at-tribuite al Sig. Galileo, in proposito delle qualità de’ contradittorii , e dellecontradizioni, che si poteva aspettare, che fossero fatte al suo trattato ; ilqual detto fu, che di quelli, che avessero inteso il suo trattato , nissuno alsicuro si sarebbe messo a contradirgli. Potete anco vedere , come egli nonsi serve del silenzio per quel!’ ultimo, e disperato scampo, che insegna Quirt-tiliano ; che se io , che son suo Discepolo , ho potuto avvertire una partedegli errori, che commettete in tutte le vostre opposizioni, potete ben cre-dere, che egli molti più ne averebbe notati, e molto più gravi , quando sifosse messo a simile impresa. Staremo ora attendendo il consiglio , al qualevi apprenderete voi, giacché il tacere, come dite, e da disperati, e convin-ti, il gettarsi interamente alle mordacità, e punture, ha troppo dell’incivi-le; le burle, e facezie non convengono cola filosofia ; il confessare d’ a-vere errato » e il mostrarsi docile, e grato a chi ci abbia insegnato il vero,da molti viene riputato atto poco generoso, ( sebbene io lo stimo nobilissimo)il risolversi a empire le carte di parole lontane da tutti i propositi , e privedi costrutto, e sentimento, non è partito da prendersi, se non da quelli, chesi contentano dell’applauso del vulgo, il quale tanto più stima le cose, quan-to meno l’intende, attesoché le intese da lui sono tutte da sprezzarsi; e fi-nalmente il contradire con ragioni alle verità dimostrate, quali sono quelle,del Sig- Galileo, è del tutto impossibile,ec.
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