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Tomo primo.
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;;8 CoNSlD. APPARTENENTI At LIBRO

fazione , ponendo per indubitato questa estere azione del freddo . Aggiu-gne poi al primo, il fecondo mancamento volendo confermare questo assun-to con un esperienza molto più ignota, lcrivendo ciò sensibilmente apparirenella generazione dellacqua, e dellaria. Ma dove, come, o quando si ve-de pur solamente la generazione dell acqua ,.o dell aria., non che sensibil-mente apparisca questa o quella farsi per condensazione, o per rarefazione?Inoltre egli medesimo da per se stello si condanna, e scuopre il difetto delsuo assunto , perché , dovendo essere le proposizioni , che si prendono perprincipi notissime, ed universali, egli stesso doppiamente dubita circa a que-sta sua, ed è forzato a limitarla : dubita prima delle saette, nelle quali, con-tro ali assioma supposto, pare che il freddo abbia virtù di generare il fuo-co, che è il più sottile degli elementi ; 1 altra dubitazione nasce dalla gia-gnuola, nella quale sembra, che il calore abbia virtù di condensare ; ma lequesto allumo dee in alcuni casi estere limitato, egli è mal buono per di-mostrar nulla necestariamente, perché altri può sempre dire , che la que-stione particolare di cui si disputa, è uno de casi eccettuati; e che posto chemolte cose si condensino dal freddo, il ghiaccio è di quelli, che si fanno dalfreddo per rarefazione, sicché si vede venir detto non men ragionevolmen-te, che Paltra proposizione posta dal Sig. Grazia, che la grandine si facciadal caldo per condensazione. Dicasi di più, che la sua medesima inconstan-za manifesta quanto debiimente sia fondato il suo discorso; poiché nell as-segnare la cagione del convertirsi le esalazioni calde , e secche, in sottilissi-mo fuoco, egli lattribuisce ad una gran condensazione , ed unione di esseesalazioni; scrivendo in questo medesimo luogo: Il freddo condensando le tra-gule di tal maniera unisce h esalazioni calde , e secche le quali perentro le nugole firitrovano , che elle ne divengono sottiliffimo fuoco . Ma se il fuoco è, come pureegli afferma, il più sottile degli elementi, ed in consequenza di tutù i mistiancora, dovrebbono 1 esalazioni nel convertirsi in fuoco rarefarsi , e nongrandemente unirsi. Ne più saldamente discorre, mentre per assegnare la ra-gione , come dal caldo posta produrli la grandine , ricorre ali antiparistasi ,avendo in pronto, anzi in mano altra cagione più facile , ed intelligibile ;perciocché scrivendo, che il freddo condensa le nugole, e che le nugole u-niscono lesalazioni, sicché divengono fuoco,ben poteva più dirittamentedire , che le nugole condensate das freddo divenivano grandine : anzi non so-lo più dirittamente , ma senza incorrere in contradizione, come egli ha fat-to : ponendo senza veruna necessità nellistesso tempo, e nel medesimo luo-go il caldo, e il freddo per produrre il medesimo effetto ; dico il freddoper condensare le nugole, e il caldo per ridurle in grandine ; la qual sem-plicità viene tanto più discoperta, quanto, che noi veggiamo la medesimagrandine scesa nell'aria bassa, e calda in brevissimo tempo dissolversi ; dove

Î ier salvare t, dottrina del Sig. Grazia, bisognerebbe trovar caldi , che pero circondam,nto congelassero lacqua, ed altri caldi, che laliquefaceflero,ed in somma ricorrere a quelle distinzioni , che sogliono far tacere altrui,perché non sono intese ne da chi lascolta, ne da chi le dice.

Pecca gravememe j n Logica nella fac. 345- ed il peccato è di provare,idem per idem , ponendo per noto, e concesso quello, che è in contesa. Ilprogresso è tale. Vuole il Sig. Grazia provare , che il ghiaccio sia acquacondensata, e non rarefatta; e largomenta da un segno, che è, che le colenel condensarsi divengono molto più dure: ma che le cose nel condensarsidivenghino più dure, lo prova col senso, dicendo, che ciò sensibilmente sivede nel ghiaccio. Ne