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Tomo primo.
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572
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572 Consid. Appartenenti Al Libro

grandissime di legnò perche se le proposizioni di Aristotile hanno ad esserlaide, bisogna, che un legno di cento libbre si muova così veloce, quantocento libbre di piombo, tuttavolta che ambidue sieno di figure simili; im-perciocché una delle proposizioni di Aristotile afferma , che delle molieguali in grandezza, ma dileguali in peso, la più grave si muove pisi velo-cemente dellalrra, secondo la proporzione del suo peso al peso di quella;laltra proposizione è, che di due moli della medesima materia, ma disu-guali in grandezza, ed in conseguenza in peso, la maggiore si muova pari-mente più veloce dellaltra, secondo la proporzione del suo peso al pesodi quella: conforme alla qual : dottrina, segue primieramente , che postov. gr. che il piombo sia 20. volte più grave di alcun legno, e sieno di lorodue palle eguali in mole, e sia il peso di quella di piombo 100. libbre pe-serà quella di legno libbre 5. e quella di piombo si muoverà 20. volte piùveloce di quella, di legno : ma in virtù dellaltra proposizione una palla delmedesimo legno 20. volte maggiore della prima peserà libbre 100. e si muo-verà 20. volte più veloce della medesima, adunque colla medesima veloci- si muoverà una palla di legno di 100. libbre, e una di piombo pure dicento libbre, poiché ciascuna di esse si muove 20. volte più veloce, chequella di legno di 5. libbre. Or vegga il Sig. Grazia, quali conseguenze sideducono da questa dottrina, che egli tiene per sicurissima.

Aristotile impugnando Democrito, che aveva stimato, che gli elementimedi fossero più , o men gravi secondo, che e participavano più della ter-ra, o del fuoco, dice, che se ciò folle vero, ne seguirebbe, che si potestepigliare una mole daria così grande, che contenesse più terra , che una po-ca quantità dacqua, per lo che ella deverebbe muoversi più velocemente ;il che repugna allesperienza, vedendosi qualsivoglia picciola quantità dac-qua muoversi più velocemente dogni gran mole daria; a questo rispose ilSig. Galileo in difesa di Democrito quello, che si legge nel suo trattatoalla face. 67. della prima impressione, e 71. della seconda, cioè: Notisi nelsecondo luogo, come ne 1 ] multiplicare la mole dell'aria non fi multipìica solamentequello , che vi è terreo , ma il fao fuoco ancora : onde non meno se gli cresce lacausa dell'andare in fa in virtù del fuoco , che questa del venire al Pin giù , perconto della sua terra multiplicata ; hijogneria nel crescere la grandezza dell'aria mul-tiplicar quello , che ella ha di terreei\.solamente , lasciando il fao primo fuoco nel faofiato , che allora superando il terreo delsaria augumentata la parte terrea della pic-ciola quantità dell'acqua fi sarebbe potuto più vtrsimìhnente pretendere ) che con im-peto maggiore doveste scendere la molta quantità dell'aria , che la poca acqua ; la qualrisposta volendo il Sig. Grazia impugnare prima lepiloga in questa senten-za, che si vede nella fac. 3 H finalmente credo , che voglia dire, eh nell'a-ria e molto maggior porzione di fuoco , che nelsacqua .di terra , e perciò crescendola sua mole fi agumeuta tanto maggiore il fuoco , che puh compensare quella terraagumentata , onde giammai avviene , che una gran quantità daria fi muova più ve-locemente als ingiù , che una picciola d'acqua . Qui come è manifesto il Sig.jGra-zia, non solamente non ha inteso Pargomento del Sig.Galileo,benché scrit-to molto chiaramente, ma non ha voluto, che altri intenda lui: però ere-,do, che sia superfluo laggiugnere altro in questo proposito. Solo diròdaverqualche dubbio, che il Sig. Grazia si riduca tal volta a scrivere distorsilenza senso (e massime quando egli non trova da poter contradire in modoalcuno a cose troppo manifeste del Sig. Galileo) per conservarsi il creditodi aver risposto appresso a quelli, che senza molta applicazione danimo des-sero