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Tomo primo.
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593
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Del Sig. Vincenzio Di Grazia^ x§;

Alla face. 100, attribuisce al Sig. Galileo P aver detto (per provare, chePacqua non ha resistenza alla semplice divisione) che se l'acqua aveste resi-stenza, fi vedrebbe qualche corpicello sopra quella quietare, ec. la qual cosa nonsi trova nel trattato del Sig. Galileo, e il luogo stesso, che il Sig.Grazia,adduce nel detto trattato sta così : Inoltre qual resistenza si potrà porre nellecontinuazioni dell'acqua, se noi veggiamo esser impostibil cosa il ritrovar corpo al-cuno di qualunque materia , figura, e grandezza il quale posto nell'acqua resti dal-la tenacità delle parti ttà di loro di essa acqua impedito , sicché egli non fi muovain su, o ingiù , secondo che porta la cagione del suo movimento? dove si ve-de, che il Sig. Galileo parla de i corpi posti dentro allacqua, e non so-pra, poiché dice, che si muovono in su, o ingiù , ec. ma il Sig. Graziaper opporre (come egli fa)la minuta polvere, che sopra Tacque si ferma,corrompe il testo del Sig. Galileo, e raggiusta alla sua contradizione.

Con non dissìmile arte procura alla face. 375. di far apparire al lettoreerrori del Sig. Galileo, quelli, che fono alcuni vanissimi refugi di altri suoicontradittori scrivendo in cotal modo : Segue ora, che ricerchiamo la cagioneperche Vassicella dell' ebano, e le falde del serro , e del piombo quando sono asciuttegalleggiano sopra l'acqua, e quando sono bagnate se ne vanno al fondo . Non tenen-do per vere quelle , che ne adduce il Sig. Galileo . Imperocché è falso, che quellaresistenza , che abbiamo provato esser nell'acqua sia più nelle parti superficiali, chenelFinterne, non apparendo il perche, e veggendofi per il senso altr intente . Simil-mente la seconda , che le falde abbino a cominciare il movimento nella superficie,il quale fi comincia più difficilmente , che egli non fi seguita non pare posa esternela cagione , quantunque io non nieghi , che egli possa adoperare qualche cosa-, ve-dendo noi , che se le cose gravi fi muovono , si muovono più velocemente, quando so-tto più vicine al centro , movendosi però per un medesimo mezzo .

Qui dunque si vede, che il Sig. Grazia, su la speranza di poter oscura-re in qualunque modo la chiarezza della dottrina del Sig. Galileo, si al-lontana dalla candidezza della vera filosofia; la qual nota egli avrebbeschivata, se dopo le parole : non tenendo per vere quelle , che n'adduce il Sig,Galileo, egli avesse detto: non mi soddisfacendo le cagioni addotte da altrisuoi oppositori, o cosa tale : ma l attaccar subito colla particela impe-rocché , il detto di sopra , con quello , che segue è atto pregiudiziale alSig. Galileo senza alcuna tira colpa.

Alla face. 378. scrive il Sig. Grazia. Notisi, che nel testo di Affiatile trésono i termini, e non quattro , come dice il Sig. Galileo, cioè movimento , piùtardo, c più veloce, ec.. Ma ilSig. Galileo non ha mai detto questa cosa;ha bene scritto, che in questa materia [ma non nel testo di Aristotile] sideono considerar quattro termini; e1 luogo si può vedere alla face. 57.della prima impressione , e 62. della seconda, però Sig. Grazia , se nonvolete riguardare alla riputazione del Sig. Galileo , riguardate almenoalla vostra.

Alla face. 385. vuole il Sig. Grazia confutare una dimostrazione fattadal Sig. Galileo, per provare, che i corpi, che ascendono per lacqua, eper Paria più velocemente fi muovono in quella, che in questa » ma per-che egli non lha ben intesa, nel riferirla nel modo , che lha capita, la di-lacera in guisa, che di ogni altra cosa ha sembianza » che delloriginale;onde inutile perdimento di tempo sarebbe il porsi prima a dichiarargli ilsenio, benché per se chiarissimo , di quella del Sig Galileo , e passar poia emendar gli errori tuoi; però voglio contentarmi di trascrivere qui luna,Tomo /. Q.q e Pal-