5-6 Consid. Appartenenti Al Libro
sieno mosti ali* insù dagli elementi più gravi, anzi egli non tratta mai, nedi aria,-ne di fuoco,ma solo di corpi solidi, che sieno posti in acqua:ed il principio, che Archimede suppone, è, che la natura deU’acqua siatale, che le parti di està, che fossero premute, e aggravate più dell’altre,non restino ferme, ma si muovano, e scaccino le manco premute; in con-futazione del qual principio non si trova pure una parola ne in Aristotile,ne nel Buonamico . E’ parimente falso quello, che soggiugne il Sig. Grazia,che Archimede tolga dagli elementi la leggerezza positiva,della quale eglinon parla, come cosa, che non aveva che far nulla al suo proposito : ben èvero, che chi averi intesa la dottrina di Archimede, intenderà poi ancorale ragioni intrinseche del muoversi insù , e ingiù tutti i corpi, e discorren-do potrà penetrare quanto vanamente s’introduca laleggerezzapositiva,seb-bene al Sig. Grazia par cosa tanto fermamente dimostrata da Aristotile.
Quello, che legue appresso, e nella fac. 355. è così pieno di esorbitan-ze, che a considerarle, e confutarle tutte sarebbe imprela troppo lunga,però mi contenterò di resecar le parole, e di rimuover di errore chi insie-me col Sig. Grazia vi fosse incorso. Si va in questo luogo affaticando ilSig Grazia, per mantener per vera istoria, e non per cosa favolosa, che inSiria si trovi veramente un lago di acqua, e acqua del comune elemento »così viscosa, che i mattoni buttativi dentro, non vi possano andare al fon-do; e contende, che questo effetto venga dalla vilcosità, e non dalla gra-vita di tal acqua, come aveva detto Seneca, e come bisognerebbe, che fos-se, conforme alla dottrina di Archimede, e del Sig. Galileo, quando l’ef-fetto fosse vero. Ora io non vorrei altro, se non, che il Sig. Grazia, conacqua , e colla, che è delle più viscose materie, che noi abbiamo, s’inge-gnasse di fare una mistura così tenace, che un mattone gettatovi dentro nonîî affondasse : e succeduto, che gli fosse il farla, vorrei, che egli ben consi-derasse a qual grado di tenacità , e viscosità gli fosse bisognato arrivare,acciocché sestetto ne seguisse, che certo io credo, che muterebbe fantasia inchiamar acqua del comune elemento quella, che in se contenesse tal gradodi viscosità, e nella quale i mattoni interi non posiono affondarsi, dove all’in-contro nell’acqua comune discendono le minuzie impalpabili della terra, co-me si vede nel rischiararsi le acque torbide. All’incontro vorrei, che si rap-presentasse alla mente, come non solo un mattone, ma un’ancudine, e un pez-zo di piombo di 100 lib. gettatonell’argento vivo galleggia ; e pure se si trat-terà con mano l'argento vivo, non credo , che si sentirà molta viscosità, masi troverà ben gravissimo più del ferro, e del piombo ; e quando ciò non ba-staste a persuadergli la gravità del .mezzo esser causa , che i corpi men gravi nondiscendono in esso, comincierei a diffidar del tutto della mia persuasiva. Chepoi il S. Gai. abbia per favoloso in Siria esser un tal lago, lo credo , e credo anco-ra, che egli abbia molti còmpagni : crederò, chesendovi forse un’acqua pocopiù grave della comune, dove qualche corpo poco più grave di quelli, che gal-leggiano nell’acque nostre non discenda, la fama , poi secondo il suo stile, abbiaaccresciuto il fatto in maniera, che egli ne sia divenuto favoloso: segno di checi può esser, che un moderno Poeta parlando del medesimo lago , dice, chenon solo i saffi, ma anco il ferro vi galleggia, volendo egli ancora far mag-giore la maraviglia.
. Chi caverà senso dalle parole, che si leggono alla fac. ; 36 . seguendo dopo unpunto fermo in tal maniera ? Onde temo , che il S. Gai. non abbi di una cosa in un'altra ,cioè dalla gravità respettiva alla gravità asolata , e dalla velocità , che dipende dalla refi-fienui a quella , che della maggiore inclinazione, che non'e altro se non far molti sofismià Jìmpliciter, à quodammodo .