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AL CONSIGLIERE
VERSI SCIOLTI.
BARONE DE' MARTINI (i).
ignor , poi che degnasti a i versi mieiDar si benigna lode, a che li rendiTosto che letti ? E chiara sede nieghiÀI lor breve volume in fra i molt* altriChe buon giudice aduni o che feliceÀutor descrivi? Al vulgo in pelli adornePiace i libri ammirar} ma tu non curiSpecie o colori, ape sagace intentaSolo i dolci a sorbir celati sughi.
Forse de le dottrine alte e severeChe a te forman tesoro indegni crediQuesti miei scherzi ? No. Tuo senno integroNon vieta espor Futile e il ver scherzando.
(i) Avendo questi conosciuto Parini, gli lodòmolto i suoi poemetti del Giorno. L J a. glieli re-galò, ma per fretta o inavvertenza legati rustica-mente. Il barone se ne offese e glieli ritornò. Pa-rini rimandola a lui con questi versi.
Spesso gli uomini scuote un acre rìso.
Ed io con ciò tentai frenar gli erroriDe*fortunati e de gl*illustri, fonteOnde nel popol poi discorre il vizio.
Nè paventai seguir con lunga beffaE la superbia prepotente e il lussoStolto cd ingiusto e il mal costume e 1* ozioE la turpe mollezza e la nemicaD’ogni atto egregio vanità del core.
Cosi, già compie il quarto lustro , io volsiL* itale muse a render saggi e buoniI cittadini miei : così la menteIo d’Augusto prevenni \ a cui, se in mezzoAll* alte cure de*miei carmi il suonoSalito fosse, a la salute a gli anniOnde son grave avrei miglior sostegno,
E al termin condurrei la impresa tela.Dunque, o signore, a la tua man concediChe rieda il mio volume ; ond* altri veggiaChe , se tu dotto vi lodasti alcunoPregio dell’arte, la materia e il fineTu consultor del trono anco ne approvi.
E P I G R A M M I.
i.
IL RITRATTO
DELL’INCISORE PIETRO MARTINI.
Nacque a la Parma : e dal natio paeseGiunto a la Senna le bell’arti apprese.
Volse a lo incider la perizia e 1* estro :
E con lode trattò lo stil maestro.
Pregio adunò d* effigiate carte :
Die* co’suoi scrìtti nova luce all’arte.
Dotto in varj sermon prischi e moderniGustò i lavori de lo ingegno eterni.
Vera filosofia nodrì nel petto :
Fu saggio pio modesto umano e schietto.Lasciò, morendo al sessantesim* anno,
La consorte e gli amici in lutto e in danno.
11 .
Virtù , grazia , beltà, modestia e ingegnoSono i bei pregi onde su l’alme hai regno.
HI.
IN MORTE
DI DOMENICO BALESTRIERI.
"Vanne, o morte crudel, vanne pur lietaDi questo pianto che mi bagna il volto.
Ahi! tre cose rarissime m’hai tolto,
L’uom buono, il buon amico e il buon poeta
IV.
A PAOLINA GRISMONDI
POETESSA.
Sai tu , gentil Grismondi,
Cbe cosa l’una all’ altra sospirandoDisscr le muse quandoVidero i versi tuoi ?
Costei, cara sorella ,
Fa versi come noiEd è di noi più bella.
V.
Foco, gelo , velen , salute e morte
Spiran gli accenti tuoi dentro al mio petto,
E mentre un mi lusinga , un altro delloLa mia dispcrazion rende più forte.
VI.
Scelerato, cbi sei
Che di voce infernale
Empi la notte e al male
Chiamar pretendi col tuo cenno i rei ?
Tu dell’ Insubria in van cerchi tra i figliMostro che a te somigli.