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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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AL CONSIGLIERE

VERSI SCIOLTI.

BARONE DE' MARTINI (i).

ignor , poi che degnasti a i versi mieiDar si benigna lode, a che li rendiTosto che letti ? E chiara sede nieghiÀI lor breve volume in fra i molt* altriChe buon giudice aduni o che feliceÀutor descrivi? Al vulgo in pelli adornePiace i libri ammirar} ma tu non curiSpecie o colori, ape sagace intentaSolo i dolci a sorbir celati sughi.

Forse de le dottrine alte e severeChe a te forman tesoro indegni crediQuesti miei scherzi ? No. Tuo senno integroNon vieta espor Futile e il ver scherzando.

(i) Avendo questi conosciuto Parini, gli lodòmolto i suoi poemetti del Giorno. L J a. glieli re-galò, ma per fretta o inavvertenza legati rustica-mente. Il barone se ne offese e glieli ritornò. Pa-rini rimandola a lui con questi versi.

Spesso gli uomini scuote un acre rìso.

Ed io con ciò tentai frenar gli erroriDe*fortunati e de gl*illustri, fonteOnde nel popol poi discorre il vizio.

Nè paventai seguir con lunga beffaE la superbia prepotente e il lussoStolto cd ingiusto e il mal costume e 1* ozioE la turpe mollezza e la nemicaD’ogni atto egregio vanità del core.

Cosi, già compie il quarto lustro , io volsiL* itale muse a render saggi e buoniI cittadini miei : così la menteIo d’Augusto prevenni \ a cui, se in mezzoAll* alte cure de*miei carmi il suonoSalito fosse, a la salute a gli anniOnde son grave avrei miglior sostegno,

E al termin condurrei la impresa tela.Dunque, o signore, a la tua man concediChe rieda il mio volume ; ond* altri veggiaChe , se tu dotto vi lodasti alcunoPregio dell’arte, la materia e il fineTu consultor del trono anco ne approvi.

E P I G R A M M I.

i.

IL RITRATTO

DELL’INCISORE PIETRO MARTINI.

Nacque a la Parma : e dal natio paeseGiunto a la Senna le bell’arti apprese.

Volse a lo incider la perizia e 1* estro :

E con lode trattò lo stil maestro.

Pregio adunò d* effigiate carte :

Die* co’suoi scrìtti nova luce all’arte.

Dotto in varj sermon prischi e moderniGustò i lavori de lo ingegno eterni.

Vera filosofia nodrì nel petto :

Fu saggio pio modesto umano e schietto.Lasciò, morendo al sessantesim* anno,

La consorte e gli amici in lutto e in danno.

11 .

Virtù , grazia , beltà, modestia e ingegnoSono i bei pregi onde su l’alme hai regno.

HI.

IN MORTE

DI DOMENICO BALESTRIERI.

"Vanne, o morte crudel, vanne pur lietaDi questo pianto che mi bagna il volto.

Ahi! tre cose rarissime m’hai tolto,

L’uom buono, il buon amico e il buon poeta

IV.

A PAOLINA GRISMONDI

POETESSA.

Sai tu , gentil Grismondi,

Cbe cosa l’una all’ altra sospirandoDisscr le muse quandoVidero i versi tuoi ?

Costei, cara sorella ,

Fa versi come noiEd è di noi più bella.

V.

Foco, gelo , velen , salute e morte

Spiran gli accenti tuoi dentro al mio petto,

E mentre un mi lusinga , un altro delloLa mia dispcrazion rende più forte.

VI.

Scelerato, cbi sei

Che di voce infernale

Empi la notte e al male

Chiamar pretendi col tuo cenno i rei ?

Tu dell’ Insubria in van cerchi tra i figliMostro che a te somigli.