ELOGI E DISCORSI
ELOGI.
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PER CARL 5 ANTONIO TANZI.
’ Antonio Tanzi uscì d’un’anlica e già cospicuafamiglia di Milano. La fortuna non gli diè beni conche sostenerne la pompa esteriore, ma la natura el’educazione il fornirono d’animo e di talento attia renderla sempre più onorevole. I primi studj dilui furono tali quali era permesso alla fortuna delpadre, alla qualità de’tempi e de‘coltivatori; ma ilterreno per se stesso felice rendette assai più ab-bondantemente che non promettevano le circostanze.Le occasioni , gli esempi e la naturai disposizionefecero ch’egli si dichiarasse per le belle lettere emassimamente per la poesia. Ma questi studj , locui abuso disvia ordinariamente la gioventù dallecose più utili , non impedirono che il Tanzi, gui-dato dalla sua moderazione e dall’ esempio e dagliammaestramenti del padre , applicasse ad altre fa-coltà con cui assicurarsi quello stato di vita medio-cre che allontana egualmente e dalla necessità checi avvilisce dinanzi agli altri e dalla ridondanza ched’ordinario ci rende soverchiatori ed inumani. Egliimpiegò una parte della sua vita nel meritarsi unonesto sostentamento coll’adcmpier esattissimamentei suoi doveri nelle cure che secondo la sua carrie-ra gli vennero appoggiate; e si adoperò in servigiode’suoi principali con zelo non di subalterno madi amico. Questi che il conoscevano gli corrisposerocon eguale generosità, riguardando nel loro dipen-dente l’uomo dabbene e l’uomo di talento, duedoti che unite a qualsivoglia suggetto esigono lavenerazione e troppo rare volte la ottengono daquelli che ci avanzano di condizione o di fortuna.L’altra parte della sua vita la divise il Tanzi fra ipiaceri dello spirito e quelli del cuore ; da un latosecondando il suo genio per lo studio delle bellelettere, dall’altro coltivando i suoi amici e giovandoa quanti poteva, anche a’suoi nemici. Assai per tem-po divenne cagionevole di salute, anzi cadde in unaetisia che per lunga serie d’anni, a dispetto dellecure sempremai rinascente, gli tenne quasi sempreabbattuto il corpo, senza potersi mai render tirannadella mente, ch’egli conservò sempre alacre, vivace,indefessa in mezzo alla fatica ed all’applicazione. Ilservigio de’suoi amici e la sua naturale inclinazionelecero ch’egli si occupasse assai nella storia lette-raria. Si fatto studio ognun sa quanto sia utile pertutta la letteratura in genere, ogni qual volta siristringano 1’ erudite investigazioni alle cose impor-tanti ed agli autori di merito : ed ognun sa quantocopiose c quanto varie notizie in questa materia
abbia egli comunicate a molti de’più illustri letteratid’Italia, che seco corrispondevano, i quali ne han-no in più libri rendulo pubblica testimonianza (i).
11 Tanzi ancora è stato uno di que’ primi che, adonta de’cattivi metodi, hanno contribuito in questosecolo a far rinascere in Milano il buon gusto delielettere : ed ecco un motivo di più per obbligarci atenerne viva la memoria.
I Milanesi, allo stesso modo che altri popoli d’Ita-lia, si sono dilettati di scriver poesie nel loro par-licolar dialetto. Egli è abbastanza noto quanto feli-cemente ci sia riuscito Carlo Maria Maggi sul ter-minar del passato secolo: e il Tanzi, ad imitaziondi questo e di varj altri, ci si è pure esercitato conmolta sua lode; di modo che oseremmo dire che lesue poesie milanesi avanzino d’assai quelle ch’egliha scritte in toscano, sebbene anch’ esse abbianomolto pregio. Gli uomini di lettere suoi compatriotine potranno esser giudici competenti. Il Tanzi nonera di questi poeti che , come hanno trovato unconcettino e adornatolo di poche lasciviuzze tosca-ne, si collocano da se medesimi sulle cime del Par-naso. Egli sapeva che la vera poesia dee penetrarcinel cuore, dee risvegliare i sentimenti, dee muovergli affetti. Egli sapeva che ogni popolo ha passioni;che queste le esprime nel suo linguaggio ; che qual-sivoglia linguaggio acquista una particolar forza edenergia in bocca dello appassionato ; che la poesiaraccoglie questi segni energici della passione, li or-diua ad un fine, li riunisce in un punto e producel’effetto che intende; e che conseguentemente ogni ^lingua , qual più qual meno, è capace di buonapoesia. Vi applicò egli adunque in molti di que*momenti che gli avanzavano dall’ esercizio de’ suoidoveri e delle sue virtù. Noi ci guarderemo benedallo stenderci in questo proposito sopra una cla-morosa quistione insorta , già sono alcuni anni, ingrazia di questa poesia milanese. Il suggetto puòesser forse giudicato troppo frivolo ; e la guerra fucertamente fatta con tanta licenza che non meritad’esser più richiamato dall’oblivione un così fattoobbrobrio della letteratura. Sia detto non pertantoa giustificazione di Cari’Antonio Tanzi, uno di quellich’ebbero più interesse in tale disputa, che, se puresi lasciò trasportare alcun poco dalla passione delsuo partito, molto si vuole attribuire al focoso tem-peramento ch’egli aveva: e d’altra parte la pas-sione, la quale non è incompatibile colla virtù , fuin lui quale può trovarsi in un cuore ben fatto; esebben forse fino alla debolezza , noi portò certa-mente oltre i limiti della giustizia e dell’ onestà.
Era il Tanzi d’un carattere ingenuo, schietto ,
(l) V. Storia e ragione d’ogni poesia ; g/i Scrit-tori d’Italia; Biblioteca de’volgarizzatori, ecc>