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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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I1 8 ELOGI E

franco e, per cosi dire, lodevolmente baldanzosodella sua probità e della sua onoratezza. La fisono-mia dell'animo era nella persona: alto di statura,grand'occhi neri, vivaci, gran naso aquilino, trattidel viso aperti e fortemente scolpiti, parlare e mo-vimento vibrali e risoluti. Nel conversare nimicod'ogn' impostura , d’ogni affettazione, pieno di le-pidezze argute , di sali fini e dilicati senza ricerca- .tezza: il tutto animava d’un fuoco a lui particolaree d' un tono di graziosa ironia ebe solleticava e nonpungeva : di voce aggradevole e bravissimo decla-matore. Nella sua gioventù egli non odiò il bel ses-so : non era così ristretta la virtù di lui che gliconvenisse affettare un'avversione non naturale perfar credere che egli ne avesse. Il diremo noi senzarisico di far passare per ridicolo il nostro amico ?Egli unì sempre all’amore anche l'amicizia contutto il corredo delle virtù che seco porta la veraamicizia. In rimerito di queste sue belle qualità,anche nell’età più provetta, fu egli sempre ben ve-duto dalle giovani donne. Ma a niuno fu egli piùcaro che a'suoi amici; niuna cosa ebb'egli più caradi essi. Ancor giovine , vivente il padre , cominciòa dividere la sua picciola fortuna con que'pocbi chela conformità del genio o degli studj gli aveva fattiacquistare. Giunse fino a procurar che il padre nemantenesse alcuni nella sua propria casa; ed eglicompensava il padre del proprio danaro, fingendoaverlo avuto da essi : e se talvolta gli venne meno,trovò altri amici altrettanto generosi che lui i qualigliene somministrarono per tale effetto, entrando aparte con esso in un sì nobile tratto d’amicizia.Una tanto singolare catena d’amichevoli ufficj inpersone niente favorite dalla fortuna merita d’esscrprodotta per esempio. Questo invidiabile movimentoimpresso nel cuore del Tanzi nella prima giovinez-za , non cessò giammai d’operare fino al terminede’suoi giorni. La mediocrità del suo stato, dellasua casa e de’ suoi comodi fu sempremai a disposi-zione degli amici sia patrioti sia stranieri. Anzi)>crfino la persona propria e i proprj talenti, le duerose che più mal volentieri gli uomini sagrificanoal comodo altrui, adoperò egli per la massima partedella vita in loro servigio. Nè via nè stagione nestanchezza nè sonno nè grave abituale incomoditàdi salute furouo mai argine che bastasse contro l’im-petuoso corso della sua amicizia. Contento com’egliera della propria condizione e di animo troppo ele-vato perchè volesse piegarsi domandando mai nullaper sè agli idoli sordi della terra, seppe discenderefino all’importunità ed all’umiliazione d’un ambi-zioso qualunque volta si trattò di soccorrer gli ami-ci o i loro raccomandati. Il Tanzi, così adoperan-do, ebbe amendue le ricompense che l’amicizia suoleavere: cioè dei cuori egualmente sensitivi e ricono-scenti che seppero misurarsi coll’ altezza del suoanimo ; e degl’ ingrati che, obliando i bcncficj dilui, procurarono una più difficile gloria alla suamagnanimità. Quanto a’primi, per non offender lamodestia di molti viventi, noi non nomineremo clicdue illustri defunti, amendue uomini di vastissimaerudizione, di nobilissimo cuore e d’aurea innocenza,

DISCORSI.

amendue la delizia del Tanzi, coni' egli era ladelizia d’amendue, cioè 1' abate Quadrio e il conteMazzucchelli. Quanto a'secondi, noi non ardiremo,palesandone il nome, di fare un sagrìficio di vittimeumane ai placidi inani del nostro amico. Diremosoltanto a gloria di lui che, sebbene alcuni dall’altodella rapida loro fortuna sdegnarono di più riguar-dar la picciolissima che il Tanzi aveva avuto il co-raggio di partire con essi nel tempo della loro mi-seria, egli, per quanto noi sappiamo, non fu uditomai dolersi della loro ingratitudine nè'vantarsi dellesue beneficenze. Come avrebbe potuto ciò fare egliche fu generoso perfino co' suoi nemici ? Noi pos-siamo asseverar con ogni certezza che egli non sidiede mai pace finché non ottenne stabile colloca-mento ad un miserabile che, dopo aver tentato ognivia disonorevole e calunniosa di pregiudicargli no-tabilmente , non seppe come espiar meglio il com-messo delitto che col render giustizia alla magnani-mità del suo rivale, raccomandandosi all’ interces-sione di lui. Son troppo note, per vergogna di chile scrìsse, le calunnie e le maldicenze dirette nonal pubblico scrittore ma alla privata persona delTanzi e stampate in occasione della disputa letterariadi cui parlammo di sopra. Non passò forse un annoche gli stessi suoi avversar; gli offerirono la piùcomoda occasione di vendetta e di riso che si ve-desse inai : ma egli, trattandosi di cosa che noi ri-guardava, sdegnò d’abbracciarla e non credette con-veniente a un animo generoso valersi della presentedebolezza de’suoi avversar; per vendicarsi delle giàricevute offese. Chi è facile all’ira odia difficilmen-te. Il Tanzi, assai dilicalo di senso e di cuore benfatto, andò in collera facilmente ma non odiò mainessuno. Solo portò l’amicizia ad un difetto , sde-gnandosi talvolta con quelli che non erano partigianide’suoi amici: ma egli è una disgrazia degli uo-mini che sì pochi di quelli che si chiamano amiciabbiano un simil difetto. Tale fu il carattere diCari’Antonio Tanzi , ch’egli non ismentì giammaifino all’ultimo momento della sua vita. Fu pazientee coraggioso in tutto il lunghissimo corso della suamalattia : morì pieno di rassegnazione , di fortezzae di que' sentimenti religiosi che aveva sempre di-mostrati vivendo, scevri d’ ogni debolezza c super-stizione. Gli amici lo assistettero fino agli estremie, per quanto fu loro possibile, l’onorarono dopo mor-te (]). Non lasciò altro morendo che un’otlima fama

(l) Furono onorate l’esequie del Turni dall’in-tervento degli accademici trasformati e di moltaquantità di persone che lo stimavano per conoscen-za o per fama. Gli fu posta un’iscrizione in onorede’suoi costumi e del suo talento. Nell' accademiade’trasformati , di cui era segretario perpetuo , furecitata in lode di lui un’orazione funebre dall’abatePier Domenico Soresi, e una poesia in lingua mi-lanese tutta piena di sentimento e di passione daDomenico Balestrieri : e i letterati bresciani , oltreavergli , mentre viveva , dedicale delle loro opere ,pubblicarono dopo la sua morte un foglio volantecontenente in un breve elogio di lui le più tenere