Buch 
Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
Seite
137
JPEG-Download
 

ELOGI E DISCORSI.

egli li agguaglierà a* suoi pari e a quelli ancora rliesono emulati da lui, qualora questi procurino a lorpossa d’essere vantaggiosi; e loderà l’intenzione,benché gli rimangano a desiderare gli effetti. I suoiinferiori in materia di lettere altri non saranno chequelli ch’egli vedrà perduti dietro agli studj vanie nocivi, nè questi dispregerà egli mai, ma li com-piangerà, c compiangeraili efficacemente, adoperan-dosi di ridurli sul cammino migliore. Come sarebbeegli possibile che l’uomo di lettere acceso di caritàsi ostinasse a difendere irragionevolmente le sueopinioni o che s’argomentasse di promulgarle e difarle passare per mezzo degli scritti o della vocenella mente degli altri? Se per avventura egli ca-desse in errore, questa bella virtù, che gode estre-mamente della verità, gl’insegnerebbe a nobilmenteconfessarlo e a ringraziare colui che lo avesse illu-minato. Come potrebb’ egli offendere co’suoi scrittiveruno, essendo guidato da uria virtù di caratteremansueto, che non cerca i suoi proprj interessi,che non ama la ingiustizia, non s’innasprisce e nondispregia veruno ? Insomtna da tutto ciò che finoraho detto chiaramente si raccoglie , o signori , chesiccome rispetto al costume l’uomo non è nullasenza la carità ed è tutto con essa, cosi nessunopuò essere un vero uomo di lettere che nella me-desima letteratura non sia guidalo da questa virtù.

Le opere d’ingegno che non sono rivolte al co-mun Lene traggono ogni lor pregio dalla opinionedegli uomini, la quale è sempre mai diversa secon-do i tempi, le persone ed i luoghi. Tale opera cheha pregio nella Francia non ne ha veruno in Italiao in Inghilterra, e tale che fu anticameute stimataora non si conosce neppure.

Non cosi avviene delle opere che ammaestranogli uomini e che loro son vantaggiose ; imperocchésiccome l’utile è in ogni luogo, in ogni tempo eda ogni persona desiderato, cosi gli autori guidatidalla carità che quello procurano agli uomini sonoda ogni nazione e da ogni tempo apprezzati ; e ipresentì ed i posteri con sentimento di gratitudinerammentano il nome dello scrittore che li ha bene-ficati od anche ha solamente tentato di farlo.

La vera gloria è quella che o presto o tardi se-gue i benefìcj fatti dall’uomo all’ altr* uomo: e que-sta è quella che sola universalmente sì spande eche sola è durevole e costante ; perciocché ha lesue radici non già nell’ opinare ma nel sentimentonaturale degli uomini, che è a tutti comune e none soggetto a vcrun cambiamento.

Gioventù, che cresci provveduta di rari talenti amantenere lo splendore della nostra nazione, ap-prendi adunque a pigliare per guida de’ tuoi studjla carità, che è 1* amore del vero, l’atnor dell’utilee l’amore del bene. Rendili certa che i tuoi con-cittadini e la tua patria tosto o tardi non potrannonegar ricompensa a’ tuoi profittevoli sudori. I Gras-si , i Piatti, i Canobj , i Taegi, gli Arcimboldi, i

Borromei, i Calchi, i Patellani , i Longoni, i Ta-verna (i) hanno pensato a preparar comodo a’tuoistudj: e quantunque, dappoiché il lusso è salito areggere 1’ economia delle nostre famiglie, poco ornaisembri avanzare da potersi dar in premio alle let-tere , non disperare j imperciocché coloro che tiavanzano per dovizie, per nobiltà e per gradi sic-come dicono di amare le lettere e si gloriano dipossederle, è da credere che sieno disposti ad es-serne colla loro munificenza i protettori e i mece-nati. E siccome si lagnano che, benché cadenti erovinosi, pur durino nel nostro paese i gotici tem-pj innalzati alla barbarie letteraria, è da sperare cheessi, che il possono, daranno loro le ultime scossee faranno indi snidare i gufi, oramai divenuti odiosia Minerva, i quali, per vivere più sicuri, non de-siderano altro che lunga durata alle tenebre. In ognicaso non li mancherà certo un principe (2), ches’avvicina a felicitarli, il quale emulerà la gloriade* Galeazzi, de* Giovanni , de’Filippi, de’France-schi, de’Ludovirhi Visconti e Sforzi, stabilirà nuovicomodi e nuove mercedi alle tue letterarie fatiche,qualora sieno dalla carità dirette al pubblico bene.

O amabile carità, prezioso dono del cielo, niunaopera è perfetta nel mondo che non esca delle tuemani. Tu non solo mantieni nel cuor degli uomini1* onestà e la probità col far loro amare come sémedesimi i prossimi loro, ma vi fai nascere e vialimenti la virtù , facendo loro amar sé medesimiper i prossimi loro. Se tu t’impadronisci dell’ani-mo del principe, veggiam tosto indi sgorgare lapace, l’abbondanza e la felicità a benefizio de’sog-getti: e se tu animi il cuore di questi, tostamenteveggiam regnare in mezzo di loro l’industria, l’ub-bidienza e la tranquillità. Tu insegni al nobile edal potente a non servirsi dei fasti dell’opinione ede’ beni della fort una per vilipendere ed opprimere1 ’ umanità. E tu ammaestri il dottore e il maestrodegli altri a non abusarsi deile forze del suo inge-gno per predicare il suo nome e per iscandolezzarei pusilli. Tu vuoi anzi che i potenti sieno il soste-gno, e i dotti e letterati la luce del genere umano.

Ma voi intanto, valorosi accademici, trattate me-glio di me uno argomento di cui il più dolce nonpuò risonare sulle poetiche cetre e che quantunquea molto più sublimi e sante che le vostre non so-no , pure è da lungo tempo alle edere avvezzo.Cercate anche ne* vostri nobili trattenimenti l’utilitàcol commendare oggi la più bella delle virtù, sic-come qui la cercaste altre volle col deridere salu-tarmeute i difetti degli uomini e col riprenderne ivizj.

(1) Nomi di famiglie milanesi che fecero degliistituti a favore delle lettere in tempi remoti da*nostri.

(2) L’arciduca Ferdinando d'Austria, che si at-tendeva allora in Lombardia.

Parini, Opere.

18