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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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DESCRIZIONE.

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bell* ordine appesi dintorno a quel basamento etalmente secondo i loro colori e le rispettive lorforme collocati che presentavano un vaghissimodisegno all’occhio di chi li guardava anche in pìc-cola distanza. A piè del basamento sul declivo dellacollinetta eranvi agnellini, vitelli, polli c simili altrianimali vivi, che rendevano più naturale la cam-pestre apparenza del luogo cd accrescevano la ric-chezza della cuccagna. Le cime di due alte piante,che a guisa di majo ornavano i due lati della col-linetta, erano esse pure incoronate d’altra quantitàdi commestibili. £ dalle quattro fontane poste a pièdel basamento e a lato del tempio scaturiva conti-nuamente vino.

Sarebbe nojoso il parlar novamente dell’infinitamoltitudine del popolo che concorse anche a questospettacolo ; onde basterà il dire che al cenno fattodal reale arciduca, il quale colla reale sposa e i se-renissimi principi di Modena trovavasi presente uclsolito palco, diedesi tosto princìpio all’ assalto dellacuccagna. Ma poiché nella nostra città, grazie allaqualità del governo ed all’ indole degli abitanti,non ci è molta plebe che viva oziosamente a caricodegli altri, perciò i campioni che comparvero al-1* assalto non furono infiniti. Gonvien però dire chefossero valorosi, perchè in pochi minuti saccheggia-rono ogni cosa; nè si lasciarono spaventare dallaripidezza del basamento nè dall’altezza di ben tren-ta braccia delle piante onde pendevano le coronelusingatrici nè finalmente dagli animali vivi di cuipretendevano di trionfare. Terminò questo lepidospettacolo colla confusione di chi portava , di chistrascinava, di chi rapiva i cibi, gli animali, le ta-vole, le piante, fra lo strepito della numerosa sin-fonia e le rìsa universali degli spettatori.

La sera vi fu rappresentazione della serenata eilluminazione di lutto il teatro.

Il venerdì giorno venticinque venne destinato alsolito passeggio sopra le mura , e la sera si diedegrande appartamento alla corte. Nel sabato seguentefu corso delle carrozze con sinfonia in Porta Orien-tale, poscia opera in teatro, e gala e ma-

scherato alla corte. La mattina della domenica poivenne impiegata in un solenne rendimento di gra-zie, fatto dalla città di Milano all’Altissimo per ilfelice adempimento delle nozze delle LL. AA. RR.Si celebrò questa funzione con molto decoro e mae-stà nella imp. basilica di santo Ambrogio, c v’in-tervennero in solenne forma tutti i reali e serenissimiprincipi col seguito de’primari ministri c di tuttala nobiltà in ricchissima gala. AI dopo pranzo fuparimente corso delle carrozze, e di poi serenata eballo mascherato in teatro.

Ma per il giorno ventolto, che venne in seguitoa questi , era preparato un pubblico spettacolo an-ch’esso del tutto nuovo per la nostra città. Fuquesta la corsa che chiamasi de’calessetti, la qualesi esegui nello stesso luogo che quella de’ barberi ,nè con minor pompa nè con minor frequenza dispettatori. *

I concorrenti furon otto. Ciascuno di questi, clicsedendo ne* loro calessi movevano a corso i cavalli,

era vestito d’un abito Vago, pittoresco c spedito converdi ghirlande in capo e ad armacollo. I leggieri cpiccolissimi calessctti ne’quali i concorrenti sedeva-no erano essi pure nobilitati di pitture e di gra-ziosi ornamenti. Poiché i reali e serenissimi principifurono arrivati nel loro palco, s’incamminò verso lameta con lo stesso apparato e numero di sinfonia ecarri descritti di sopra il palio che avevasi a cor-rere, il quale consisteva pure in un drappo a orodella fabbrica di Milano o nell’ equivalente prezzodi gigliati ducento. Dopo di ciò fu eseguita la corsacon molta soddisfazione de’ principi e del nostropubblico. I divertimenti della sera furono la recitadella serenata in teatro e il gran ballo iu gala cmascherato alla corte.

Ma due oggetti singolarmente distinti e per ognilor parte applaudilissimi occuparono il seguentegiorno vcnlinove.

L’uno di questi si fu il solenne e splendido pran-zo di più che trecento coperti che S. A. S. il sig.duca di Modena diede alle LL. AA. RR. con in-vito della primaria nobiltà e de’ forestieri più co-spicui. In questo furono massimamente osservabilila dignità e la grandezza dell’assemblea, la magni-ficenza del servigio, la preziosità e l’ornato dellamensa e la copia straordiuaria della decorazionemusicale.

L’altro oggetto clic cagionò gratissima e distintasorpresa in tutto il pubblico , fu la illuminazioneche fecesi la sera sul corso di Porta Orientale. Alsopravvenir della notte que’ lunghi ed alti porticidi verde, quella specie d’orti pensili, quel basamen-to , quel tempio, quelle fontane, quegli alberi ap-parvero tulli quanti rischiarati da una quantità me-ravigliosa di lumi. Questa quantità di lumi nonpresentavano già un aspetto atto soltanto ad abba-gliar la moltitudine del volgo che vi concorse ; maper l’ottima distribuzione loro rilevavano anzi mi-rabilmente l’architettura e l’ordine dell’apparatoa cui erano applicati ed obbligavano anche la con-dizione delle persone più gentili a contemplarnela vaghezza senza sapersene stancare. Il tempiettostatalmente, rhe, per il diverso alimento sommi-nistrato ai lumi clic lo investivano, rispondeva dimia luce più candida e più pura , riusciva la piùelegam» e la più nobile cosa che potesse mai ri-guardarsi. Nè «olo era illuminato questo piccolotratto rlie occupavano i portici ed il tempio maanche tutta la lunghezza del corso, non tanto peringrandimento dello spettacolo, quanto per comodoe sicurezza del popolo che vi accorreva. E il po-polo medesimo e il numero delle carrozze vedutiin quella immensa ragunanza notturna presentavanodi sè stessi una vista totalmente diversa da quellede’giorni antecedenti c destasano nella mente unaimmagine piacevolmente patetica c grandiosa. LeLL. ÀA. RR. si dilettarono assaissimo della vedutadi questa bella illuminazione ; anzi scendendo dall»loro carrozza passeggiarono qualche tempo fra i por-tici, dove non era permesso al popolo d’entrare, fin-chi* ai principi piacesse di rimanervi. Finalmente sono partirono, ma senza clic il reale arciduca potesse