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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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DESCRIZIONE.

per anco salarsi d* una così piacevole vista, per-che, nell’atto dell’ andarsene, levandosi tratto trattoin piedi dalla carrozza che era scoperta, rivolgevasiindietro per compiacersene novamente. E qui luogoopportuno d’avvertire che inventore e direttore diquesta illuminazione, come anche di tutto l’appa-rato d’architettura che, come si e descritto, fusuccessivamente presentato sul corso di Porta Orien-tale, è il sig. Giuseppe Picrmarini architetto di S.M. la imperatrice regina in questa città. Stette ac-cesa l’illuminazione fin quasi a giorno , e vi duròla frequenza del popolo e delle carrozze fin oltrela mezza notte. Non mancarono però gli altri di-vertimenti nel teatro $ perche, invece della serenatache dovevasi cantar questa sera e che si tralasciòper incomodo di salute della prima donna , si feceun’accademia di canto, e dopo questa hallo ma-scherato.

Il seguente ultimo giorno del mese e delle sta-bilite feste si fere una nuova corsa de* barberi colpremio proposto d’un drappo consimile agli ante-cedenti e dello stesso valore. Ma perchè non tor-nasse sotto agli occhi del pubblico la stessa pompad’accompagnamento che aveva servito all’altro pa-lio, fu questo condotto alla meta eon carri di nuo-va invenzióne. E i dieci trombettieri che precede- !vano, e il carro della sinfonia c quello che portava 1il premio e i cavalli, e le persone di seguito com-parvero tutti di disegno e d’abito e d’ornamentialla rbinese. Il carro più grande era spezialmentedistinto per la bizzarria e la vaghezza della inven-zione. Gli ornati dì questo erano tutti d’oro confondi bianchi smaltati e pitture capricciose qua clà distribuite. Schcrzavagli dintorno un fregio didrappo verde e rosso con guarnizioni e fiocchi d’oro.Sull’alto del carro stava una figura d’uomo clii-nese in atto di trattenere un vago c grande uccello.Sotto di essa posato sopra una loggctta alzavasi ungran vaso di porcellana con larghe cd alte foglied’erba che ne uscivano: e in vicinanza di questostavano scherzando fra loro due Chinesi con om-brelli formati di piume. Più sotto vedovasi collocatosopra un piedestailo con gradini davanti un idolocbinese che copriva una sua testaccia movihile sottoun gran parasole di color verde ed oro. Scherza-vano intorno a costui quattro altre figure parimenteeon ombrelli di piume a varj giri. Nel davanti poislava un Cbinese in atteggiamento capriccioso cMostrando in una mano il palio che girava, pitto-rescamente distribuito , sul carro. Gli otto cavallida’ quali il carro veniva condotto portavano mede-simamente ombrellini di piume in rapo e le bar-dature e le gualdrappe in forma corrispondente concampanelli clic ciondolavano intorno. Inventore diquesti carri e cosi degli altri sopra descritti fu ilsig. Fossati macchinista.

Le LL. AA. RR. vollero questa volta aver il pia-cere di veder giugnere i cavalli alla mela in undecoroso palco preparato a questo fine. Avrebbe an-che questo giorno riportato il premio il cavallo in-glese nominato il Pioto, se la corsa per qualcheaccidente seguito alle mosse non fosse stata giudicata

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irregolare. Questo accidente procurò un nuovo di-vertimento ai principi ed al pubblico , perchè lacorsa fu poi replicata il dì tre novembre ; e inessa il Pluto riportò il secondo premio, dopo essereslato la terza volta vincitore contro a cavalli nonpunto ad esso inferiori, massimamente la coppia delsig. arciduca granduca di Toscana. Frattanto que-sto giorno, ultimo delle prescritte feste , fu termi-nato alla sera con bullo in gala e mascherato allacorte, e con opera e ballo mascherato in teatro, ilquale nel corso di questi giorni fu sempre apertogratuitamente a tutte le persone nobili e civili.

Così chber fine le solennità ordinate dall* augu-stissima nostra sovrana per decorar le felicissimenozze del suo reai figliuolo l’arciduca Ferdinando.Che se nel tumulto delle descritte feste la presenzadi S. A. R. fu 1* oggetto più importante della pult-blica curiosità , ora si può con verità dire che lacolidiana manifestazione delle singolari virtù di luicongiuutc a quelle della reale sua sposa formanol’oggetto della comune meraviglia e consolazione.

PROGRAMMI

DI BEI LE ARTI.

I.

SOGGETTO

PER II TEI.ONE DEL TEATRO DELLA SCALA.

Apollo addita alle quattro muse del teatro i mo-de//* del Ifongusto nelle arti teatrali t fugando colsuo splendore t vizj opposti alla perfezione diqueste,

ESPOSIZIONE.

Sopra un vago e luminoso gruppo dì nuvole , lequali scenderanno dalla destra della tela alla sini-stra , ombreggiando la parte destra sottoposta adesse, si vedrà un carro tirato da quattro spiritosi cleggieri cavalli. Sopra di quello sederà Apollo, che,risplendendo di chiarissima luce , illuminerà tuttala composizione. Volgerà questi lo sguardo lieto emaestoso alle quattro muse del teatro, situate allaparte sinistra sul piano della terra. Nello stessotempo, piegandosi grjiiosnnieute col corpo e sten-dendo il destro braccio , mostrerà di parlare allemuse e di additar loro con molto interesse alcunibusti d’uomini illustri, collocati nell’esteriore deltempio dell’immortalità, che si vedrà sorgere alladestra di quelle. Intanto per le fenditure delle nu-vole che si stendono dietro del carro scapperannovivacissimi raggi che andranno fra 1* oscurità infe-riore ad abbagliare e mettere in tumultuosa fugavarie figure rappresentanti i vizj opposti alla porfe-zion del teatro. Dalla parte delle quattro musesorgeranno in bella disposizione varie piante di lau-ro, le quali, supponendosi che girino intorno a tuttal’estensione del tempio, torneranno a comparire indistanza all’altro lato di questo. In tale lontananzapotranno esser disposte hi un gruppo le altre cinque