PROGRAMMI
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muse e il cavallo Pegaso. La parte dove sono col-locati i vitj sarà ingombra di piante selvagge edindorili, che sorgeranno sopra un terreno incolto edirupato.
Lo spatio poi che venga a restare fra il tempioe le nuvole oppure sotto alle nuvole stesse rappre-senterà un ameno paesetto per il quale serpeggeràl’acqua del fonte Àganippe, a cui voleranno intornoscherzando varj cigni.
Le quattro muse saranno :
Melpomene , musa della tragedia. Sarà di sem-biante, di forme, d’ atteggiamento serio ed augusto.Avrà abito ed acconciatura ricca e reale , coturnialle gambe, scettri e corone vicine a lei, pugnalenudo in mano.
Talia , musa della commedia. Avrà viso allegroe ridente, abito semplice, corona d’ellera in capo,specchio in mano.
Erato , musa delle rappresentazioni liriche. Avràsembiante grazioso, occhi teneri, abito vago di co-lori e di forme, corona di mirti e rose in capo,lira in mano o vicina, amorino al fianco con arco,faretra e facclla accesa.
Tersicore, musa del ballo. Fisonomia gentile,corpo ed atteggiamento svelto, in atto grazioso quasidi ballare, abito corto e leggiero j ghirlanda di va-rie piume in capo e massime bianche e nere. Avràuna mano appoggiata ad un’arpa.
Queste figure saranno collocate nell’ordine sopraindicato. Alcune saranno attentissime all’atto ed alleparole d’Apollo; ed alcun* altra sarà in atto di vol-gersi guardando o mostrando alla compagna i bustidegli uomini illustri indicati da lui.
I vizj opposti verranno rappresentati in uno stuolodi donne baccanti, di satiri, di fanciulli, di capii,di uccelli notturni ecc. in atto di fuggir dalla luced* Apollo.
Tra queste figure domineranno spezialmente
II cattivo gusto. Sarà un giovinetto nudo, di fi-sonomia stupida e di fattezze grossolane, con duegrandi orecchie d’asino e una zampogna in mano.Sarà in atto di saltar giù fuggendo da un sassorozzamente scolpito e rappresentante una figura contesta e crine da cavallo , viso e collo di donna ,corpo e piedi d’uccello, coda di pesce.
La licenza: baccante scapigliata; mezzo nuda,viso tinto di mosto , corona di vili in capo , tirsoin mano. Sarà in atto dì fuggire schermendosi conuna mano dai raggi d’Apollo che la percotono.
La scurrilità. Satiro che fuggendo fa un movi-mento buffone e colla bocca fa delle smorfie ad unfanciullo vicino a lui, mentre questi si tiene conuna mano al viso una grande maschera caricata eridicola.
Tutta questa parte della composizione sarà ag-gruppata e ammassata a piacer del pittore. Se gligiova , potrà anche introdurvi un piccol palco checade per il tumulto di quelli che fuggono; e ca-deranno con esso rotoli di scritti, maschere e stro-menti rozzi e imperfetti , come cembali, crotali esimili. Svolazzerà sopra il detto palco una tendaappesa irregolarmente ai rami degli alberi.
Il tempio dove si vedranno collocati i busti degliuomini illustri indicati da Apollo sarà di forma ro-tonda , circondato da un portico. Nella parete cheapparirà fra gl* intercolunnj di questo vi sarannodelle nicchie con busti. La prospettiva sarà condottain maniera che all’ occhio degli spettatori finti ereali si presentino almeno quattro degl* intercolun-nj , che si vedano distintamente le forme dei busticollocati nelle nicchie e possano leggersi le iscri-zioni poste nel piedestallo di quelli.
Nella nicchia più lontana si vedrà un busto rap-presentante un uomo vecchio barbato, con panneg-giamento greco. Nella base del piedestallo vi saràscritto a caratteri d’oro Sophocles.
Nella nicchia seconda un uomo piuttosto giovanee sbarbato , con panneggiamento latino e iscrizioneTerentius.
Nella terza un bel vecchio sbarbato, con panneg-giamento nobile a piacere e iscrizione Metastaskjs.
Nelle seguenti nicchie, che per la prospettivasaranno visibili, compariranno i piedestalli, ma sen-za busti sopra.
L’architettura del tempio potrà essere d'uno opiù ordini , avvertendo però che vi sia conciliatacolla grandiosità la maggior esattezza, semplicità epurità possibile dell’arte.
Sarà libero al pittore di scegliere il partito chepiù gli piace per questo lavoro, salvo però le coseessenziali del soggetto e i rapporti necessarj allaintegrità di esso.
II.
SOGGETTO
PER IL SIPARIO DEL NUOVO TEATRO DI NOVARA.
Ercole musico.
E antica opinione che Ercole sia stato il fondato-re della città di Novara : e secondo la mitologia sicrede che imparasse la musica dal poeta Lino, fi-gliuolo d’Apollo e di Tersicore. Le belle arti poic spezialmente la musica ingentiliscono i costumidegli uomini, stringono maggiormente i legami so-ciali e servono di nobile ed onesto sollievo fra lecure della vita. A queste cose allude l’invenzionedel seguente soggetto :
Ercole che apprende la musica dal poeta Lino.
ESPOSIZIONE.
In un luogo silvestre insieme ed ameno, e sopraun sasso elevato fra i cespugli e fra l’erbe sederaErcole quasi riposandosi alquanto dalle sue gloriosefatiche. Terrà egli fra le mani la lira, accennandodi sonarla e stando coll* occhio e coll’ orecchio in-tento al poeta Lino in atto d’imparare. Lino starain piedi alla sinistra d’Ercole, ma un poco piu in-nanzi di lui ; sonerà egli parimente la lira , guar-dando piacevolmente ad Ercole in atto d’ammae-strarlo. Alla destra di Ercole, ma un poco più in-dietro, si vedrà una donna rappresentante la Gloria,
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